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Filippine

Filippine

 

Il festival Ati-Atihan

 

Dal 17 Gennaio al 31 Gennaio 2018

15 Giorni/14 Notti

Partenza speciale : 17 Gennaio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le 7.000 isole che formano l’arcipelago delle Filippine sono l’angolo più dimenticato del Sud-est asiatico. Non è semplice disegnare un itinerario di 15 giorni che riesca a cogliere gli aspetti più significativi di una terra così frammentata. Questo viaggio è stato concepito per partecipare alla più importante e colorata festa delle Filippine l’Ati-Atihan, una sorta di carnevale che si festeggia la terza settimana di Gennaio nella regione di Visayas, a Kalibo, sull’isola di Panay. Di origine pre-cristiana, questa festa celebra l’incontro tra i Datus, provenienti dal Borneo, e la popolazione locale degli Ati. Nel XIV secolo i Datus, in fuga da un re tiranno, chiesero rifugio al re Marikudo degli Ati e in cambio di un prezioso copricapo dorato, chiamato “salakut”, ottennero di potersi insediare nelle basse terre dell’isola di Panay. A quel tempo gli Ati celebravano il buon raccolto con una solenne festa annuale e così i Datus, per onorare i loro ospiti dalla pelle scura, partecipavano ai festeggiamenti ricoprendosi i corpi di fuliggine. Infatti il termine “Ati-Atihan” significa “sembrare un Ati”. Con l’arrivo degli spagnoli e l’introduzione del Santo Niño (il Santo Bambino Gesù), il festival assunse anche un significato religioso per i cristiani. Oggi lo straordinario Ati-Atihan è una vivace e colorata espressione di un sincretismo religioso che vede perpetuare i riti tribali e quelli cattolici. Parate di numerosi gruppi di danzatori in maschera, “neri di fuliggine”, si alternano alle processioni che ostentano le immagini del “Santo Bambinello”. Un’esperienza davvero esilarante! Non tralasceremo comunque le visite di Manila, dell’isola di Boracay e dello splendido arcipelago di Bacuit e la straordinaria esperienza con il “butanding”, lo squalo balena.

 

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Etiopia – Dancalia

Etiopia Dancalia

 

La luna sulla terra in occasione del Timkat

 

Dal 16 Gennaio al 27 Gennaio 2018

12 Giorni/11 Notti

Partenza speciale : 16 Gennaio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un itinerario per veri viaggiatori, che non considerano il comfort quale elemento essenziale. Il contatto con gli ambienti della Dancalia, dove la natura si sbizzarrisce, le genti Afar: la scoperta di un’Etiopia diversa, che richiede come contropartita la rinuncia alle abituali comodità e un buono spirito di adattamento. Il programma include la partecipazione alla festa del Timkat. 

Il Timkat, l’Epifania copta, è una delle feste più importanti previste nel calendario della chiesa ortodossa etiope. La sua celebrazione è uno dei momenti più suggestivi di un viaggio in Etiopia e rappresenta, allo stesso tempo, uno dei riti più sfarzosi ed ancora autenticamente sentiti.

Ricorda il battesimo di Gesù nelle acque del fiume di Giordano ed in questa ricorrenza ogni fedele rinsalda il legame con il proprio battesimo. Dai Sancta Sanctorum delle chiese escono in processione le Tabot, copie delle Tavole sacre con i dieci comandamenti, i cui originali si troverebbero nell’Arca dell’Alleanza ad Axum.

Alla processione che si snoda sino al luogo dove si celebra la cerimonia del battesimo partecipano i sacerdoti con preziosi paramenti sacri, i diaconi, i pellegrini con i shamma di cotone bianco: la giornata santa è colma di processioni, litanie, musiche,danze ritmate da tamburi, corni e sistri, prediche e preghiere.

Viaggio con l’esperto Luca Lupi è considerato il massimo esperto della regione africana della Dancalia. Laureato in Scienze Geologiche con indirizzo vulcanologico, ha partecipato alle spedizioni sui vulcani italiani dall’89 al ’94 organizzate dal Professor Franco Barberi, noto vulcanologo di fama internazionale.

Ha fondato la Vulcano Esplorazioni, organizzato numerose spedizioni scientifiche e naturalistiche sui vulcani italiani, greci e nelle aree vulcaniche di Islanda, Africa Orientale, Centro e Sud America. L’imponente ricerca effettuata “sul campo” in Dancalia si è tradotta in documentari, conferenze, pubblicazioni scientifiche e divulgative, guide di viaggio, carte dell’area ed un grande archivio fotografico.

Nel 2012 la Società Geografica Italiana  gli ha conferito la medaglia d’argento per gli studi su questa regione dell’Etiopia che hanno portato alla realizzazione dei grandi volumi “Afar. L’esplorazione della Dancalia, un’avventura italiana”.
Luca Lupi ha scandagliato i segreti della Dancalia, che condivide con i viaggiatori del Tucano interessati a scoprire questa terra così affascinante.

 

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Nepal

Nepal

 

Festival di Shivaratri e Losar

Da Pashupatinath a Boudhanath tra feste religiose hindu e buddhiste

 

Dal 11 Febbraio al 22 Febbraio 2018

12 Giorni/11 Notti

Partenza speciale : 11 Febbraio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Festival Shivaratri a Pashupatinath, la “grande notte di Shiva”il Festival Losar a Boudhanath, il Capodanno tibetanogli altri straordinari siti UNESCO della Valle di Kathmandu: Bhaktapur, Swayanbunath – i villaggi di Panauti e Gorkha – la permacultura nel resort di Astam – la tranquilla Pokhara sulle rive del lago Phewa.

Un viaggio in un paese dalla ricca cultura millenaria, che conserva le più antiche tradizioni buddhiste e induiste. Un itinerario che consente di entrare in contatto con l’affascinante mondo culturale multi-religioso e multi-etnico del Nepal.

In occasione di Shivaratri, la “grande notte di Shiva”, tra le più coinvolgenti ricorrenze religiose induiste, un gran numero di devoti e sadhu si raccolgono in preghiera lungo i ghat del fiume Bagmati a Pashupatinath, un sito di elevatissima sacralità.

In occasione del Losar, il Capodanno tibetano, a Boudhnath i monasteri più importanti organizzano incontri tra dignitari religiosi e laici, le colorate bandiere di preghiera sventolano appese alle finestre delle case, folte schiere di pellegrini e monaci percorrono il circuito sacro intorno all’imponente stupa, le strade sono affollate di persone vestite con i migliori abiti tradizionali nonché di pellegrini che bruciano incenso…

Oltre alle feste il programma prevede la visita dei siti storici e artistici più importanti del Paese: le antiche capitali di Bhaktapur, Patan e Kathmandu, dove la maestria degli artisti newari raggiunse il massimo splendore nell’architettura di templi, pagode, palazzi e piazze; la tranquilla Pokhara, sulle rive del Lago Phewa, ai piedi dell’imponente catena montuosa dell’Annapurna (8.091 m); il maestoso stupa di Swayanbunath.

Uno dei migliori periodi dell’anno per visitare la Valle di Katmandu!

 

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Giappone

Giappone

 

Hokkaido e il Festival della Neve 

I colori dell’inverno giapponese

 

Dal 04 Febbraio al 16 Febbraio 2018

13 Giorni/12 Notti

Partenza speciale : 04 Febbraio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Cose senza memoria, neve fresca e piccoli salti di scoiattolo.”

La neve nella tradizione poetica giapponese dello haiku è, con la luna e il fiore, uno degli elementi estetici fondamentali. Nella visione religiosa la neve proviene dal Paradiso di Buddha ed è un segno di buon auspicio. Dove è abbondante e segna il paesaggio per molti mesi, la neve diventa un’occasione di festa, gioco e piacere estetico. 

Proprio in Hokkaido nelle prime due settimane di febbraio si svolge l’evento più atteso dell’anno, meta del nostro viaggio, il Yuki Matsuri, il Festival della Neve: nel parco della capitale Sapporo e presso Asahikawa, nel cuore settentrionale della regione, vengono create gigantesche sculture e architetture di ghiaccio, decorate e illuminate in modo spettacolare. La costruzione più grande può arrivare fino a 40 metri di altezza e impegnare mille artigiani del freddo.

 L’isola di Hokkaido è vulcanica come tutto il Giappone, è sempre possibile rilassarsi con un bagno caldissimo e tonificante all’aperto, nel paesaggio innevato. Come a Noboribetsu, una delle località termali più note del Giappone, nel ryokan tradizionale che offre vasche con acque diverse per proprietà terapeutiche e colori… Un itinerario originale e inedito che non trascura le attrazioni classiche del Paese. Asahikawa è fin dai tempi antichi uno dei più importanti centri di insediamento degli Ainu, gli abitanti autoctoni del Giappone ed è stata la prima stazione sciistica del Paese vantando così una lunga consuetudine e familiarità con la neve e la bellezza dell’inverno. Curiosa e divertente sarà pure la passeggiata sotto le cascate ghiacciate per le vie della cittadina di Sounkyo; una vera celebrazione della stagione più fredda ma non meno accogliente! 

Altra meravigliosa immersione nella natura alle terme di Kawayu, dove il bagno termale è circondato da un bosco di conifere e attorno al lago Akan, sulle cui rive l’esperienza delle sabbiature calde sarà indimenticabile.

 A Rausu, un’escursione in barca ci porterà a vedere l’aquila di Steller, la specie più grande del genere Haliaeetus che dalla Siberia migrano in Hokkaido in questa stagione. Un’altra emozionante occasione per ammirare la gru simbolo del Giappone sarà a Tsurui nel Santuario Naturalistico di Tancho. 

Il Giappone è il Paese dei contrasti e dopo gli spazi sconfinati e incontaminati del nord, rientreremo a Tokyo, nella capitale più affollata e frenetica del mondo, ma non meno suggestiva e piena di stimoli e attrazioni.

 

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Algeria

Algeria

 

TADRART ACACUS: TUTTI I COLORI DEL DESERTO

 

Dal 02 Marzo al 11 Marzo 2018

10 Giorni/09 Notti

Partenza speciale : 02 Marzo 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Sahara iconografico e magico, per chi ama le emozioni che il deserto sa offrire. Ai brevi percorsi in fuoristrada il viaggio alterna piacevoli camminate in scenari sempre vari e incantevoli e la scoperta affascinante dell’arte rupestre che ci riporta alle antiche civiltà agro-pastorali. In uno degli angoli più belli del Sahara. Il viaggio non comporta lunghi trasferimenti, le camminate sono facili e sono sempre facoltative. La sistemazione in tenda al campo e in hotel modesto a Djanet implica la rinuncia alle comodità cui siamo abituati. Un viaggio anche breve nel deserto richiede sempre spirito di adattamento.

 

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Sudan

Sudan – Nubia

 

Il Regno dei Faraoni Neri

 

Dal 30 Marzo al 08 Aprile 2018

10 Giorni/09 Notti

Partenza speciale : 30 Marzo 2018

Pretour o estensione opzionale di 3 giorni per visitare la Terza Cateratta e i siti archeologici di Soleb, Kerma e Tombos.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I siti archeologici nubiani e l’incontro con genti, villaggi e paesaggi.

Un viaggio che permette di visitare un paese poco conosciuto, ai primordi del turismo, ma di straordinario interesse e con la comodità delle nostre strutture: la Nubian Rest-House di Karima ed il Campo Tendato di Meroe con servizi privati.

Strutture eleganti e molto confortevoli, gestite da nostri responsabili italiani. Un viaggio che attraversa le regioni del Nord del Sudan, la “Nubia”, con ottime vetture 4×4 in piccoli gruppi condotti da guide di lingua italiana o italiane con una lunga esperienza nel paese e un’ottima conoscenza dell’archeologia. Vestigia archeologiche uniche: le piramidi della Necropoli Reale di Meroe, i templi di Naga e Musawwarat, (tutti siti Unesco) le tombe sotterranee policrome di El Kurru, i templi alla base del Jebel Barkal la montagna sacra, (sito Unesco). Siti spettacolari e sorprendenti, che si gustano senza la presenza di folle di turisti.

Ma anche gli splendidi villaggi nubiani nei pressi del suggestivo sito cristiano di Old Dongola e i semplici mercati frequentati dalle popolazioni sedentarie e dai nomadi. Un paese tormentato, nelle sue regioni periferiche da instabilità e tensioni sociali, ma tranquillissimo e sicuro nelle regioni lungo il Nilo, dove si sviluppa il nostro itinerario. Nostra guida di lingua italiana esperta.

 

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Cina Centrale

Cina Centrale

 

Da Shaolin al “Tempio Sospeso” di Xuankong

Attraverso le province dell’Henan, Shaanxi e Shanxi tra siti di estremo interesse

 

Dal 01 Aprile al 14 Aprile 2018

14 Giorni/13 Notti

Partenza speciale : 01 Aprile 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Originale viaggio nelle province che costituiscono il nucleo originario della Cina, in una zona che in epoche remote ebbe l’appellativo di “Regione Centrale”. Un itinerario esclusivo che consente di visitare siti di estremo interesse che, a parte Xi’an, raramente vengono inclusi nei tours della così detta Cina classica. Da Pechino in volo per Zhengzhou, nell’Henàn, per la visita del leggendario tempio Shaolin (UNESCO), luogo di nascita del kung fu, e delle bellissime grotte buddhiste di Longmen (UNESCO), nei pressi di Luoyàng. Si prosegue in treno per Xi’an, nello Shaanxi, una delle città più importanti del paese, conosciuta principalmente per l’imponente e misterioso “Esercito di Terracotta” (UNESCO). Ancora in treno, questa volta notturno, per l’antica Pingyào (UNESCO), nello Shanxi, un esempio eccezionalmente ben conservato di architettura Ming. Poi via terra verso nord per la visita del villaggio monastico di Tàihuài ai piedi del sacro Wutai Shan (UNESCO) e dell’incredibile tempio “sospeso” di Xuankong. Infine, prima di rientrare in treno a Pechino, visita delle grotte buddhiste di Yungang (UNESCO) nei pressi di Datong. Nostro accompagnatore dall’Italia.

 

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Hawaii

Hawaii

 

Alla scoperta di vulcani e spiagge

Un viaggio sportivo tra vulcani, distese laviche, spiagge bianche,
coni che eruttano lava, cascate e siti rupestri.

 

Dal 22 Aprile al 07 Maggio 2018

16 Giorni/15 Notti

Partenza speciale : 22 Aprile 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Appena sotto il Tropico del Cancro, nel mezzo dell’immenso Oceano Pacifico, si trovano le incantevoli Isole Hawaii. Svettano tra le profonde acque blu raggiungendo l’impressionante altezza di 4.205 m, create da continue eruzioni di lava in uno dei “punti caldi” della terra. La diversità geologica è una delle meraviglie di queste isole, ma anche la flora e la fauna sono uniche: ci sono più di 6.000 specie che possono essere trovate solo qui. Percorreremo sentieri che portano a spiagge di sabbia bianca, verde e nera, crateri giganteschi, laghi di lava solidificata, coni che eruttano lava, cascate mozzafiato e antichi siti rupestri. E con un po’ di fortuna potremo fare snorkeling tra tartarughe marine, banchi di pesci tropicali variopinti e magari assistere a un’eruzione di lava. Piccoli gruppi 4-13 partecipanti, molte escursioni a piedi facili, sistemazioni in hotelappartamenti 3*.

 

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Isole Marchesi

Isole Marchesi

 

Il paradiso perduto di Gauguin

Navigazione in Polinesia Francese tra le Is. Tuamotu, le Is. Marchesi e Bora Bora

 

Dal 03 Maggio al 20 Maggio 2018

18 Giorni/17 Notti

Partenza speciale : 03 Maggio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salpare da Tahiti verso arcipelaghi sconosciuti, navigando per giorni a bordo dell’Aranui V, una nave mercantile –in parte riadattata al trasporto di passeggeri– che effettua i rifornimenti alle isole sperdute del Pacifico, non è un’esperienza comune. Anzi! Dei cinque arcipelaghi, con oltre un centinaio di isole, che compongono la Polinesia Francese, le Isole Tuamotu e le Isole Marchesi sono le più settentrionali e lontane dalla rinomata Tahiti e le meno frequentate. La navigazione inizia da Papeete toccando per primo l’atollo di Fakarava, facente parte dell’arcipelago corallino delle Is. Tuamotu, note per la coltivazione delle perle nere. Poi le vulcaniche Isole Marchesi: su quattordici solo sei sono abitate, solo due hanno un piccolo aeroporto locale e così la nave è per molti marchesiani l’unico collegamento col mondo esterno, per ritirare provviste e consegnare copra, frutta e pregiati manufatti. Si sbarca sulle isole a bordo di scialuppe e, mentre i marinai effettuano le operazioni di carico/scarico, con lo staff si potranno effettuare delle escursioni per esplorare promontori e cascate, scogliere a picco su acque blu e spiagge da sogno, siti archeologici nascosti nella foresta e villaggi in cui i rari visitatori vengono accolti con tutti gli onori. L’ospitalità che vi trovò sedusse anche Paul Gauguin, che qui vi trascorse gli ultimi anni della sua vita e su Hiva Oa, dov’è sepolto assieme al cantautore belga Jacques Brel che ne seguì l’esempio, dipinse i suoi ultimi capolavori. Ultima tappa della navigazione è la laguna blu di Bora Bora, nell’arcipelago delle Isole della Società, un eden che non ha bisogno di presentazioni! Ciascuna navigazione prevede la presenza a bordo di un conferenziere di lingua francese, esperto di storia, natura o cultura dei meravigliosi arcipelaghi polinesiani.

 

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Crociera nell’Artico

Crociera nell’Artico

 

Groenlandia Disko Bay, costa Ovest, costa Sud e Islanda

Crociera naturalistica lungo la costa Ovest e Sud della Groenlandia per ammirare ambienti spettacolari, animali artici, ghiacciai e iceberg

 

Dal 06 Giugno al 18 Giugno 2018

13 Giorni/12 Notti

Partenza speciale : 06 Giugno 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gran parte delle scoperte geografiche sono state compiute solcando i mari. Per il piacere di esplorare, senza la pretesa di scoprire, ci imbarcheremo anche noi ma non affidandoci a grandi navi da crociera bensì a motonavi di piccole dimensioni, con incontri culturali a bordo e più intime aree comuni dove non si troverebbe a suo agio il classico “crocierista” in vacanza. Nessuna rinuncia al confort che, nella giusta misura, renderà più gradevoli e accoglienti le cabine (vere e proprie suites) e la permanenza a bordo. Coerenti con la nostra filosofia di viaggio, riabilitiamo la nave a mezzo di trasporto e non a luogo stesso di vacanza, per raggiungere delle località uniche e altrimenti irraggiungibili! Questa crociera prevede l’esplorazione della costa Ovest e della costa Sud della Groenlandia l’isola più grande del mondo, abitata da poche migliaia di persone e il paese della natura incontaminata. Si raggiunge la Baia di Disko, dove il ghiacciaio Jakobshaven, il più veloce del mondo crea enormi iceberg grandi come montagne. Ci si sposta con gommoni all’interno di una natura assolutamente intatta. Tutto questo nei mesi estivi, con la luce del sole di mezzanotte e temperature miti. Una crociera sportiva ma adatta a tutti. Il punto di partenza della crociera è Kangerlussuaq, sulla costa occidentale della Groenlandia e di arrivo è Rejkyavik in Islanda.

 

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Isole Azzorre

Isole Azzorre

 

Un paradiso naturalistico nel cuore dell’Atlantico

 

Dal 14 Giugno al 23 Giugno 2018

10 Giorni/09 Notti

Partenza speciale : 14 Giugno 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nove isole, nove piccoli mondi nel cuore dell’Oceano Atlantico con un patrimonio geologico straordinario costituito da centinaia di vulcani, oggi in gran parte spenti, che hanno generato un arcipelago di sorprendente bellezza: le Azzorre. Grotte, caldere, laghi color smeraldo che occupano antichi crateri, maestose montagne come Pico, dalla sagoma inconfondibile. Data la loro posizione, le Azzorre sono state in passato crocevia lungo le rotte dei naviganti, transito verso il Nuovo Mondo o le coste africane. Oggi le isole sono protagoniste di altre rotte: quelle delle maggiori regate internazionali di vela e quelle migratorie di numerose specie di uccelli e di cetacei quali balene, capodogli, balenottere boreali. Oggi, fortunatamente, la caccia alla balena è scomparsa ed è possibile avvicinare questi splendidi mammiferi. Sono due i “Patrimoni dell’Umanità” designati dall’UNESCO nelle Azzorre: il centro storico di Angra Do Heroismo e i paesaggi vitivinicoli di Pico. Qui la mano dell’uomo ha creato nel fertile terreno vulcanico, accarezzato da un microclima caldo e secco, vigneti che producono vini così deliziosi da essere stati scelti, in passato, addirittura dagli zar di Russia. La fertilità dei terreni vulcanici e il clima atlantico garantiscono una ricca vegetazione, in particolare di piante floreali. Le ortensie, rigogliosissime e che noi ammireremo nel periodo della sorprendente fioritura, costellano, insieme ad azalee, magnolie, camelie e ibischi, i verdeggianti declivi affacciati al mare. In queste isole variopinte, dove il celeste delle ortensie si confonde col blu dell’oceano, la natura regna incontrastata, testimoniando la sua ricchezza.

Un viaggio per chi desidera visitare una meta di grande interesse sotto il profilo paesaggistico, con un patrimonio geologico straordinario. Nel mese di giugno si può ammirare la rigogliosa fioritura delle ortensie, un tripudio di profumi e colori.

 

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Islanda

Islanda

 

L’isola di ghiaccio e fuoco

 

Dal 27 Giugno al 07 Luglio 2018

10 Giorni/09 Notti

Partenza speciale : 27 Giugno 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Frammento di Luna apparso come per magia sul nostro pianeta, l’Islanda è una terra ascrivibile in una categoria a sé stante, un unicum geologico che non ha eguali. È un universo fatto di scenari incommensurabili, nel quale storia e mito si confondono tra ghiacciai e vulcani, solfatare e geyser, tundre sconfinate e scogliere. Un’isola plasmata in forme straordinarie da una natura perennemente in lotta tra creazione e distruzione, ora violenta, ora benevola. I paesaggi, così contrastanti tra loro, ostentano una straordinaria gamma di colori e sfumature, gli orizzonti sono infiniti, i ghiacciai immensi, le cascate tanto potenti da far tremare il suolo. Le innumerevoli aree geotermiche sono un ribollire di fanghi e un continuo sbuffare di soffioni, mentre l’altopiano interno è uno sconfinato deserto immerso in un silenzio sacrale, appena rotto dal sibilo del vento. Chi vede tutto ciò, non ne perderà mai la memoria. Considerata la peculiarità del Paese e la tipologia dei percorsi di tipo naturalistico, il viaggio richiede un certo spirito di adattamento e una buona forma fisica – pur senza prevedere percorsi difficili o che richiedano spiccate capacità sportive – per godere appieno di una realtà naturale straordinaria. Si segnala che si tratta di un viaggio che prevede escursioni a piedi su terreni accidentati, che richiedono una certa attenzione, calzature e attrezzatura adatta alle camminate (scarponcini, bastoncini da trekking, impermeabile).

 

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Alaska

Alaska

 

Alaska selvaggia, grizzly experience 

 

Dal 14 Luglio al 23 Luglio 2018

10 Giorni/09 Notti

Partenza speciale : 14 Luglio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un viaggio spettacolare dove la fauna e l’incantevole cornice paesaggistica fanno dell’Alaska un ambiente naturale, unico e selvaggio. Un itinerario che ci porta ad effettuare un emozionante safari fotografico all’interno del Katmai National Park, che si trova sulla costa nord-orientale della penisola dell’Alaska e vanta la più grande popolazione di orsi bruni protetti in tutto il mondo. Durante la risalita dei salmoni, da luglio fino ad agosto, le cascate sul Katmai Brooks River sono il ritrovo principale dei famosi orsi “grizzly” che regalano ai visitatori immagini uniche e indimenticabili. Per arrivare al Parco di Katmai voleremo prima da Anchorage su King Salmon e poi raggiungeremo con un idrovolante il Brooks Lodge, una semplice ma rinomata struttura immersa nella foresta. Rientrati ad Anchorage il viaggio prosegue per Valdez e navigheremo sulle acque del Prince William Sound dove lungo il percorso si avrà la possibilità di avvistare diversa fauna marina. In questo fiordo incontriamo il Columbia Glacier, uno dei più grandi e spettacolari ghiacciai marini di tutta l’Alaska. Proseguimento per Fairbanks lungo la Richardson Highway che si snoda tra magnifici scenari montuosi. Seguendo la nazionale numero tre arriviamo al celebre parco di Denali dominato dai 6194 del Mt. McKinley, visiteremo il Parco guidati dagli impeccabili ranger a bordo del loro shuttle bus alla ricerca di orsi, alci e caribù. Rientro ad Anchorage a bordo del treno panoramico Alaska Railroad costeggiando il fiume Susitna.

 

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Norvegia

Norvegia – Isole Svalbard

 

Nella terra dell’orso polare a bordo di Silver Cloud 

 

Dal 16 Luglio al 28 Luglio 2018

13 Giorni/12 Notti

Partenza speciale : 16 Luglio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una crociera per gli amanti della natura incontaminata e insolita fra imponenti ghiacciai, sconfinati altopiani innevati, montagne ripide e inaccessibili, orsi polari, volpi artiche, foche e trichechi. Il viaggio vi condurrà alla scoperta dei territori polari a bordo di Silver Cloud, un ambiente raccolto e informale, di classe internazionale ma con un cuore europeo. Dopo un completo restyling effettuato nel 2017, Silver Cloud è diventata la più spaziosa e confortevole nave da crociera a solcare i mari dell’artico e dell’antartico. Le sue suite spaziose ed il servizio a bordo di standard molto elevato la rendono veramente unica nel suo genere. Cinque opzioni ristorative, tra cui il ristorante Relais&Châteaux, stuzzicheranno il vostro palato e, poiché l’ottanta per cento delle suite include una veranda privata, contemplare una balena o un branco di pigri trichechi non sarà mai stato così intimo e personale. Ampi ed estesi ponti con numerosi open-space e una piscina completano quella che è sicuramente la nave da spedizione più distinta al giorno d’oggi. Un numero limitato di ospiti consente a Silver Cloud Expedition di offrire il miglior rapporto passeggero-spazio ed equipaggio-passeggero nella categoria delle navi da crociera Expedition. Le isole Svalbard sono conosciute anche come Spitsbergen per via della forma appuntita delle catene montuose che emergono dall’Oceano Artico. Scoperte da Willem Barents nel 1596, sono state anche il punto di partenza per le grandi spedizioni alla conquista del Polo Nord. Scintillanti nella calda luce del sole di mezzanotte,affascinanti sotto la coltre di nubi che sembrano appoggiarsi sulle cime dei monti, misteriosamente avvolte nelle dense nebbie estive che si alzano come maree. Le tappe dell’itinerario ripercorrono tutti i luoghi più affascinanti dell’arcipelago, avvolti da un’atmosfera unica e ricchissimi di particolarità introvabili altrove. Ogni giorno sono previste escursioni, raggiungendo terra a bordo di zodiac (la nave ha una dotazione di 18 gommoni), per incontrare la straordinaria fauna autoctona e immortalare scorci e paesaggi unici al mondo. Sulla battigia si incontrano foche e trichechi, le alte scogliere sono il rifugio perfetto per gli uccelli marini, gabbiani, urie, stercorari, aquile di mare…un vero paradiso per gli amanti dell’avifauna; e sui ghiacciai si possono osservare volpi artiche e orsi polari in cerca di cibo. E infine, un Expedition team composto da biologi marini, ornitologi, storici, ecc.., provvederà ad approfondire la conoscenza della destinazione sia durante gli sbarchi che attraverso letture e conferenze a bordo. Il programma inizierà e terminerà in Norvegia, naturale punto di partenza per i viaggi diretti alle Isole Svalbard. La prima tappa sarà Oslo, la capitale, il centro politico e culturale della nazione. Una città a misura d’uomo, gelosa custode delle proprie origini vichinghe e di mirabili espressioni artistiche ed architettoniche. Si navigherà poi nella regione del Finnmark: la valle di Pasvik, una delle ultime aree selvagge e incontaminate dell’Europa; e poi il “mitico” promontorio di Capo Nord, la punta estrema del continente europeo, da secoli meta di “pellegrinaggio” di turisti e amanti dell’avventura. Il viaggio si concluderà a Tromsø, la “Capitale dell’Artico”, punto di partenza delle celebri spedizioni di inizio ‘900 alla conquista del Polo Nord.

 

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Brasile

Brasile

 

Spedizione Amazzonia Cascata dell’Eldorado

 

Dal 22 Luglio al 06 Agosto 2018

16 Giorni/15 Notti

Partenza speciale : 22 Luglio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un viaggio spedizione che da Manaus, la capitale dello stato di Amazonas, ci porterà a scoprire un paesaggio quasi vergine dove il padrone assoluto è la natura, al punto che per buona parte del viaggio la nostra unica strada saranno i corsi d’acqua: il Rio Negro, il Rio Aracá, i canali e gli igapé, sui quali navigheremo su comode imbarcazioni, su barche a motore e in canoa attraversando paesaggi sempre più fitti e maestosi. Ci addentreremo nella foresta amazzonica, verso luoghi che in pochi hanno visitato, ma gli incontri non mancheranno: insediamenti fluviali, villaggi e gente “caboclo”, cioè di discendenza mista indigena ed europea, ci accoglieranno presso le loro comunità. E naturalmente ci accompagneranno tutti gli animali, i delfini e gli uccelli che popolano di suoni e colori questo immenso ecosistema. Il vero culmine del viaggio sarà rappresentato dalla cascata dell’El Dorado, sulla Serra do Aracà, che raggiungeremo con un trekking della durata totale di 4 giorni, accampandoci e riscoprendo il contatto con la terra. È difficile descrivere la Serra do Aracá. In pochi vi si sono avvicinati, ancora in meno sono saliti fino in cima. Molti, a dirla tutta, non ne conoscono nemmeno l’esistenza! Tuttavia, il fascino e la bellezza della Serra è innegabile, al pari delle altre meraviglie naturalistiche del mondo. Il paesaggio è unico in tutta l’Amazzonia brasiliana e si contraddistingue per formazioni rocciose che superano i 1000 metri, ricoperte di un fitta foresta verdeggiante interrotta solo qua e là da magnifiche cascate. La serra do Aracá fa parte dell’altopiano della Guiana, un enorme massiccio che dal sud del Venezuela si estende fino all’estremo nord del Brasile. I suoi rappresentanti più celebri sono i tepui – altipiani molto alti e isolati su cui si sviluppa un ecosistema a sé stante – tra cui spicca il mistico Monte Roraima, che tanto ha stuzzicato la mente di scrittori ed esploratori fin dal momento della sua scoperta. La serra do Aracá è l’unico tepui a trovarsi al di sotto dell’Equatore: con i suoi 1300 metri di altezza si presenta come un’enorme tavola che si erge nel mezzo della foresta pluviale amazzonica. Fra le cascate che costellano il paesaggio, la più impressionante è sicuramente quella dell’El Dorado (anche chiamata, molto più semplicemente, Aracà), che da una stretta vallata si getta da un’altezza superiore ai 360 metri, paragonabile insomma ad un grattacielo di 126 piani. La potenza con cui l’acqua si infrange alla base della cascata fa sì che gran parte del suo volume si trasformi in una scenografica massa vaporizzata, mentre poco più giù le acque, ormai calme, si raccolgono in una splendida piscina naturale. Dalla Serra trovano origine anche le sorgenti di diversi fiumi, come il “Padre Nostro”, così chiamato per l’altitudine a cui si trova, le cui acque si trasformano in continuazione in rapide e cascate, alcune talmente ravvicinate da sembrare uscite da rappresentazioni di fantasia.

 

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Indonesia

Indonesia

 

Irian Jaya – Ritorno al passato 

 

Dal 30 Luglio al 22 Agosto 2018

24 Giorni/23 Notti

Partenza speciale : 30 Luglio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In volo sulle meravigliose montagne ricoperte di fitta vegetazione…. Una spedizione alla scoperta di alcune delle numerose etnie che abitano questo incredibile paese, in canoa e a piedi tra gli acquitrini della pianura alla ricerca degli ultimi Korowai che vivono nelle case sugli alberi e a piedi tra gli altopiani della Valle di Baliem per incontrare le popolazioni dei Dani e degli Yali. Un viaggio che ci porterà a stretto contatto con alcuni dei numerosissimi gruppi tribali dell’Irian Jaya – West Papua. Ci sposteremo con mezzi di trasporto terrestri, a piedi e con lance a motore e canoe lungo i fiumi. La combinazione di cultura e natura e la presenza di guide locali con grande esperienza nella realizzazione di spedizioni anche estreme vi darà la possibilità di compiere un viaggio avventura unico ed indimenticabile in tutta sicurezza in un paese estremamente difficile da visitare. Solo nel 1962 l’Hardvard Peabody Museum sponsorizzò una grande spedizione nella Valle del Baliem per documentare una cultura rimasta all’età della pietra prima che qualunque cambiamento potesse avvenire. Tutto ciò è ben documentato nel libro di Peter Mattiesson “Under the mountain wall”. Fu in seguito a questa spedizione che Maichel Rockefeller, dopo aver deciso di fermarsi un’altra stagione per esplorare i territori Asmat e studiare la loro arte nell’incisione del legno, scomparve in circostanze misteriose nei pressi dell’insediamento Asmat di Biwar Laut divorato da un coccodrillo o dagli stessi Asmat. Wamena si è sviluppata a partire dal ‘62 sino a trasformarsi in una piccola cittadina, sede amministrativa del West Papua centrale. Wamena, nella lingua Dani significa “il posto dei maiali” in quanto era qui che i Dani e le tribù amiche che occupavano le montagne circostanti si incontravano per barattare i loro preziosi animali. Oggi nella valle è scomparso il cannibalismo e le guerre tribali sono rare, ma molti dei Dani, dei Lani e degli Yali continuano a vivere nella maniera tradizionale. Buona parte della loro cultura è ancora intatta e crea i presupposti per un viaggio di grande interesse antropologico e naturalistico. Sulle montagne alte fino ad oltre 4.000 m. che cingono la Valle del Baliem vivono, in vallette o sulle cime dei monti stessi, molte altre tribù o gruppi etnici. Questi gruppi furono contattati solo alla fine degli anni 60 quando i primi missionari cominciarono a raggiungere le aree più remote. Ad est del fiume Baliem, sulle highlands, gli Yali, i Meck ed i Kimyal vivono in un meraviglioso ambiente montano tropicale esibendo la loro affascinante ed unica cultura. A est del bassopiano meridionale, dove si delinea il profilo dei primi contrafforti montuosi, i fiumi diventano sempre più stretti, bassi e meno navigabili e si deve procedere a piedi, in mezzo a foreste acquitrinose. In questa terra di nessuno, che sfugge al controllo delle autorità governative, tra gli alti affluenti del Siretsji e del Digul, vivono i gruppi etnici dei Citak, Kombai e Korowai che costruiscono le loro abitazioni sugli alberi, isolate o riunite in gruppi di tre o più dimore, a una distanza di vari chilometri l’una dall’altra. Le etnie del bassopiano presentano evidenti affinità culturali con gli Asmat (specialmente i Citak). Il fiume Baliem attraversa tutta la valle a cui dà il nome prima di gettarsi attraverso una stretta gola verso le “terre basse” che ospitano una giungla paludosa impenetrabile. Sono questi i territori abitati dall’etnia dei Koroway che abitano in case alte fino a 30 metri alle quali accedono attraverso dei lunghi pali con delle tacche. Questi territori sono stati attraversati per la prima volta nei primi anni sessanta, ospitano una cultura primitiva totalmente differente da quelle montane. L’ambiente naturale è l’opposto infatti i Koroway, nomadi cacciatori, maestri nell’uso di arco e frecce, si nutrono essenzialmente di sago, una farina ricavata dal tronco dell’omonima palma. Vivono in gruppi familiari allargati o clan in piccoli insediamenti. La cultura è ancora primitiva ed offre una rara, forse unica opportunità di un tuffo indietro nel tempo ma si vedono già le prime avvisaglie di modernità anche se nella maggior parte delle aree il turismo non è ancora arrivato. Noi intendiamo essere sensibili ed attenti agli effetti del nostro impatto. La natura, tanto quanto la cultura, offre una incredibile varietà di specie. Flora e fauna sono molto spesso endemiche. Ciò che si può vedere in questo paese non lo si trova in alcuna altra parte del mondo.

 

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Cina

Cina

 

Deserti, montagne e capolavori d’arte lungo la via della seta

 

Dal 05 Agosto al 21 Agosto 2018

17 Giorni/16 Notti

Partenza speciale : 05 Agosto 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le immagini dei rivoluzionari maoisti vestiti di giacche verdi militari e dei gruppi di operai che praticano il Tai Chi sono ormai un ricordo sbiadito: nei primi anni del terzo millennio la Cina ha intrapreso una fulminea trasformazione che oggi lascia sbigottito il resto del mondo. I giovani di Pechino, dimentichi perfino delle dimostrazioni del 1989 in piazza Tienanmen, sono interessati più a MTV che a Mao e gli slogan retorici della rivoluzione culturale hanno lasciato il passo ai telefoni cellulari e ai fast-food. Capire la Cina è davvero difficile, anche perché – più ancora che l’India – questo è un mondo a sé che spazia dalle metropoli moderne alle praterie della Mongolia interna passando per deserti, montagne sacre, rovine imperiali, villaggi arretrati e impianti industriali in frenetica produzione. Il governo ha ormai smesso di radere al suolo i templi buddhisti e ora si dedica all’abbattimento delle montagne e all’inquinamento dei fiumi, mentre a Pechino i vecchi quartieri sono in via di demolizione per lasciar posto a nuovi edifici e grandi imprese; d’altronde, quando bisogna gestire una nazione con più di un miliardo di abitanti è inevitabile dover “rinunciare a qualcosa”. Certo è che la Cina è un luogo di forti contrasti e di grandi bellezze, dall’esercito di terracotta di Xi’an alla grande Muraglia, dal fiume Yang-ze agli straordinari paesaggi della provincia di Guangxi. Ma attenzione: tutto potrebbe cambiare di nuovo da un momento all’altro.

 

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Russia

Russia

 

Kamchatka – Orsi e Vulcani

Tra orsi e vulcani nella straordinaria natura dell’estremo oriente russo.

 

Dal 23 Agosto al 10 Settembre 2018

19 Giorni/18 Notti

Partenza speciale : 23 Agosto 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Situata nella parte nord-orientale della Federazione Russa, la penisola di Kamtchatka fa parte di quell’area conosciuta come “Anello di fuoco del Pacifico”. Dei suoi circa 200 vulcani, evidente espressione dello scontro tettonico tra la zolla del Pacifico e quella dell’Eurasia, una trentina sono quelli considerati attivi. La Kamchatka rappresenta un vero paradiso per chi ancora cerca la nuova frontiera. Terra di contrasti, propone paesaggi straordinari: dai vulcani fumanti ai ghiacciai; dalle bollenti sorgenti d’acqua termale ai fiumi dalle acque fresche e brulicanti di salmoni; dalle foreste, che ricoprono almeno un terzo della superficie della penisola, alla tundra artica delle zone settentrionali. In elicottero raggiungeremo le rive del Lago Kurilskoye per osservare gli orsi intenti nella caccia ai salmoni; la Valle dei Geyser e la Caldera Uzon, con i loro singolari fenomeni vulcanici; l’accampamento di nomadi Eveni, allevatori di renne nella tundra. Esploreremo le recenti colate laviche e la “Foresta Morta” del complesso del Vulcano Tolbachik. Navigheremo lungo le coste della Baia di Avacha alla ricerca delle colonie di leoni marini e di uccelli. Cammineremo all’interno del cratere del Vulcano Mutnovsky in un ambiente da “Viaggio al centro della Terra”. Un viaggio naturalistico-paesaggistico indimenticabile!

 

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Mongolia

Mongolia

 

Verso i monti Altai: la Festa delle Aquile

Dal 24 Settembre al 07 Ottobre 2018

14 Giorni/13 Notti

Partenza speciale : 24 Settembre 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un viaggio per chi desidera scoprire le regioni più interessanti e remote della Mongolia, oltre le tradizionali rotte turistiche. Il viaggio è particolarmente impegnativo e richiede un buono spirito di adattamento.

 

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Birmania

Birmania

 

 Il Festival della Pagoda Phaung Daw Oo

Dal 04 Ottobre al 16 Ottobre 2018

13 Giorni/12 Notti

Partenza speciale : 04 Ottobre 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un viaggio ideale per chi cerca le mete più attraenti di un viaggio classico e il folclore più autentico, rappresentato in questa particolare occasione dalla grande festa religiosa che si tiene sul lago Inle, a cui accorrono fedeli da tutto il Paese. Un’occasione da non mancare. Addentrarsi per la prima volta in Myanmar, il Paese che in passato era noto come Birmania, significa scoprire una terra inaspettata e splendida, sebbene afflitta dal retaggio di una difficile situazione politica, oggi fortunatamente mutata. Soprattutto, significa incontrare i volti sereni e dignitosi della sua gente, che ha saputo conservare intatte le proprie tradizioni e la propria cultura malgrado le lotte intestine e le devastazioni della dittatura. Una forza che, secondo il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, i birmani devono soprattutto al buddhismo. La Birmania ha una storia antica, pervasa di misticismo e afflato religioso, è una terra di incantevoli paesaggi e sorprendenti colori: l’arancione delle le tonache dei monaci buddhisti, il giallo del trucco al profumo di mughetto sui volti delle donne e dei bambini, il rosso del betel e le mille lacche finemente lavorate. Vaste pianure coperte di templi e pagode, simbolo dello straordinario fervore religioso di un popolo, luoghi sacri carichi di energie ancestrali, stupa dalle guglie dorate: la Birmania è un museo all’aria aperta, un mosaico di 67 etnie che parlano 242 diverse lingue e dialetti, sopravvissuto alle aggressioni del tempo e degli uomini, tutto da scoprire.

 

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Eritrea

Eritrea

 

Da Asmara alle Isole Dahlak 

 

Dal 03 Novembre al 13 Novembre 2018

11 Giorni/10 Notti

Partenza speciale : 03 Novembre 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Eritrea ormai lontana dal suo passato si è aperta al mondo, per invitarlo a scoprire che i suoi abitanti sono tra i più vitali e accoglienti del continente africano. Molti degli affascinanti siti archeologici del paese sono stati recentemente portati alla luce e la straordinaria ricchezza della vita marina delle acque del Mar Rosso è un forte richiamo per i subacquei di tutto il mondo. È il momento di godere dell’ospitalità del popolo eritreo. Arroccata sul lato orientale dell’altopiano eritreo, Asmara offre un’architettura interessante ed è considerata una delle città più gradevoli dell’intero continente africano. Formata in origine da quattro villaggi, da cui deriva il suo nome d’origine Arbate Esmere, Asmara fu fondata dai pastori che si stabilirono in questo luogo perché l’acqua vi era abbondante. I viaggiatori che percorrevano le lunghe strade tra le montagne e il mare, sostavano volentieri in questo villaggio che si trasformò ben presto in un centro commerciale di una certa importanza. Alla fine dell’Ottocento, gli italiani decisero di fare di Asmara la punta di diamante del loro impero coloniale e durante i 50 anni della loro permanenza nella colonia prodigarono forze e ricchezze per trasformare la città in un centro di cultura italiana. Le tracce dell’architettura italiana sono presenti ovunque, dalla zona residenziale situata a sud, in cui ancora si possono ammirare le numerose ville in stile liberty, fino alle costruzioni di ciò che un tempo era (ed è ancora oggi) il quartiere amministrativo, situato a nord. Percorrendola a piedi troviamo le colonne corinzie del neoclassico Palazzo del Governatore, il portico romanico dell’Opera, degli anni ‘20, una cattedrale cattolica in stile romanico lombardo, considerata una delle migliori opere di questo stile erette fuori dall’Italia, e l’imponente facciata del Cinema Impero. Al mercato più importante della città si trova in vendita ogni genere di merci, dagli alimentari agli oggetti per la casa, frutta e verdura, spezie, ceramiche, strumenti musicali, abiti di seconda mano, scarpe, mobili in legno e in metallo e molte altre cose. Il porto di Massawa si trova 100 km a nord-est di Asmara ed è da secoli un importante centro di commercio sul Mar Rosso, meta non solo dei mercanti, ma anche di invasori di diversa origine, tra cui i turchi che restarono nella città per circa 300 anni, gli egiziani e gli italiani, popoli che lasciarono a Massawa diverse testimonianze architettoniche. Malgrado abbia perso oggi l’appellativo di “Perla del Mar Rosso”, Massawa resta tuttavia un luogo piacevole e tranquillo.
Questo viaggio è inoltre destinato agli amanti del mare, dedica il maggior periodo disponibile alle Isole Dahlak con una crociera di tre giorni. Se le isole in sé non hanno alcun fascino, il mare che le circonda è semplicemente meraviglioso. Le acque incontaminate e poco sfruttate – a causa della guerra l’industria della pesca è stata totalmente sospesa – sono un ecosistema raro in cui vivono indisturbati pesci e coralli. I siti d’immersione, ricchi di formazioni coralline e di relitti, richiamano i sub di ogni parte del mondo.
É un viaggio che richiede molta adattabilità e flessibilità, prevede i pernottamenti in tenda sulle isole o a bordo del sambuco. Durante il viaggio la privacy è poca e sono molti di più i momenti di vita comunitaria e di socializzazione. I pasti saranno preparati dalla cucina di bordo, a base del pesce pescato integrato dalla cambusa. La collaborazione degli ospiti a preparare il campo sulle isole e per chi lo desidera a cucinare e preparare le grigliate, è sempre molto apprezzata. In cambio assicurate emozioni realmente uniche! 

 

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Algeria

Algeria

 

TADRART ACACUS: TUTTI I COLORI DEL DESERTO

 

Dal 09 Novembre al 18 Novembre 2018

10 Giorni/09 Notti

Partenza speciale : 09 Novembre 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Sahara iconografico e magico, per chi ama le emozioni che il deserto sa offrire. Ai brevi percorsi in fuoristrada il viaggio alterna piacevoli camminate in scenari sempre vari e incantevoli e la scoperta affascinante dell’arte rupestre che ci riporta alle antiche civiltà agro-pastorali. In uno degli angoli più belli del Sahara. Il viaggio non comporta lunghi trasferimenti, le camminate sono facili e sono sempre facoltative. La sistemazione in tenda al campo e in hotel modesto a Djanet implica la rinuncia alle comodità cui siamo abituati. Un viaggio anche breve nel deserto richiede sempre spirito di adattamento.

 

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Chad

Chad

 

Ennedi, Laghi e Arte Rupestre Del Sahara

 

Dal 21 Dicembre 2018 al 05 Gennaio 2019

16 Giorni/15 Notti

Partenza speciale : 21 Dicembre 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da N’Djamena, capitale del paese, affacciata sul fiume Chari, si inizia il viaggio verso nord, entrando in un ambiente tipicamente saheliano caratterizzato da coltivazioni di sorgo e miglio, da una vegetazione di transizione, e frequentato da numerosi nomadi Kanembou, Peul, Kereda Daza e Arabi ciadiani. Seguiremo per tutta la sua lunghezza verso nord, fino al villaggio di Salal, il Bahr el Ghazal, il fiume delle gazzelle, antico emissario del paleochad. Si piega a est per imboccare il grande oued Achim, fino al villaggio di Oum Chalouba-Kalait, ai limiti settentrionali della regione del Ouaddai. Qui si incontra la direttrice principale che collega la cittá di Abeché all’oasi di Fada, sulla quale proseguiremo verso nord, passando da Sahel a Sahara per raggiungere la parte meridionale del massiccio arenaceo dell’Ennedi e le gole di Archeï: un verdissimo oued si snoda tra torri di arenaria dalle forme bizzarre fino alla splendida guelta, importantissimo punto d’acqua, in cui sopravvivono alcuni esemplari di coccodrilli. Siamo in uno dei luoghi più affascinanti di tutto il Sahara, ricco di flora e di fauna e intensamente frequentato dai nomadi. Nelle grotte di Archeï e in altri ripari poco lontani, si possono ammirare importanti e originali esempi di archeologia rupestre costituenti una particolare “eccezione stilistica” nel complesso mosaico dell’intera preistoria sahariana. Capoluogo della regione è Fada, caratteristica oasi desertica, costituita da case in banco riunite intorno al forte coloniale francese e al mercato. Il circuito prosegue verso nord; attraversando prima la parte settentrionale del massiccio e poi la regione sabbiosa del Mourdi raggiungeremo le saline di Démi e Téguédeï fonte di un vitale commercio di piccole carovane verso gli importanti mercati del Waddaï. Si punta ora alla regione di Ounianga, sede d’elezione dei nomadi Ounias, dove sorprendenti laghi circondati da palmeti e da falesie di arenaria multicolore tra cui si insinuano sipari di dune, formano un “quadro” tra i più inaspettati e affascinanti di tutto il Sahara. In direzione sud-ovest,superato l’Erg Djourab raggiungeremo la regione di diatomititi fossili di Koro Toro per ritrovare, infine, al villaggio di Koubba Oulanga la grande pista del Bahr el Ghazal che ci riporterà a N’Djamena.

 

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