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Indonesia

Indonesia

 

Irian Jaya – Ritorno al passato 

 

Dal 30 Luglio al 22 Agosto 2018

24 Giorni/23 Notti

Partenza speciale : 30 Luglio 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In volo sulle meravigliose montagne ricoperte di fitta vegetazione…. Una spedizione alla scoperta di alcune delle numerose etnie che abitano questo incredibile paese, in canoa e a piedi tra gli acquitrini della pianura alla ricerca degli ultimi Korowai che vivono nelle case sugli alberi e a piedi tra gli altopiani della Valle di Baliem per incontrare le popolazioni dei Dani e degli Yali. Un viaggio che ci porterà a stretto contatto con alcuni dei numerosissimi gruppi tribali dell’Irian Jaya – West Papua. Ci sposteremo con mezzi di trasporto terrestri, a piedi e con lance a motore e canoe lungo i fiumi. La combinazione di cultura e natura e la presenza di guide locali con grande esperienza nella realizzazione di spedizioni anche estreme vi darà la possibilità di compiere un viaggio avventura unico ed indimenticabile in tutta sicurezza in un paese estremamente difficile da visitare. Solo nel 1962 l’Hardvard Peabody Museum sponsorizzò una grande spedizione nella Valle del Baliem per documentare una cultura rimasta all’età della pietra prima che qualunque cambiamento potesse avvenire. Tutto ciò è ben documentato nel libro di Peter Mattiesson “Under the mountain wall”. Fu in seguito a questa spedizione che Maichel Rockefeller, dopo aver deciso di fermarsi un’altra stagione per esplorare i territori Asmat e studiare la loro arte nell’incisione del legno, scomparve in circostanze misteriose nei pressi dell’insediamento Asmat di Biwar Laut divorato da un coccodrillo o dagli stessi Asmat. Wamena si è sviluppata a partire dal ‘62 sino a trasformarsi in una piccola cittadina, sede amministrativa del West Papua centrale. Wamena, nella lingua Dani significa “il posto dei maiali” in quanto era qui che i Dani e le tribù amiche che occupavano le montagne circostanti si incontravano per barattare i loro preziosi animali. Oggi nella valle è scomparso il cannibalismo e le guerre tribali sono rare, ma molti dei Dani, dei Lani e degli Yali continuano a vivere nella maniera tradizionale. Buona parte della loro cultura è ancora intatta e crea i presupposti per un viaggio di grande interesse antropologico e naturalistico. Sulle montagne alte fino ad oltre 4.000 m. che cingono la Valle del Baliem vivono, in vallette o sulle cime dei monti stessi, molte altre tribù o gruppi etnici. Questi gruppi furono contattati solo alla fine degli anni 60 quando i primi missionari cominciarono a raggiungere le aree più remote. Ad est del fiume Baliem, sulle highlands, gli Yali, i Meck ed i Kimyal vivono in un meraviglioso ambiente montano tropicale esibendo la loro affascinante ed unica cultura. A est del bassopiano meridionale, dove si delinea il profilo dei primi contrafforti montuosi, i fiumi diventano sempre più stretti, bassi e meno navigabili e si deve procedere a piedi, in mezzo a foreste acquitrinose. In questa terra di nessuno, che sfugge al controllo delle autorità governative, tra gli alti affluenti del Siretsji e del Digul, vivono i gruppi etnici dei Citak, Kombai e Korowai che costruiscono le loro abitazioni sugli alberi, isolate o riunite in gruppi di tre o più dimore, a una distanza di vari chilometri l’una dall’altra. Le etnie del bassopiano presentano evidenti affinità culturali con gli Asmat (specialmente i Citak). Il fiume Baliem attraversa tutta la valle a cui dà il nome prima di gettarsi attraverso una stretta gola verso le “terre basse” che ospitano una giungla paludosa impenetrabile. Sono questi i territori abitati dall’etnia dei Koroway che abitano in case alte fino a 30 metri alle quali accedono attraverso dei lunghi pali con delle tacche. Questi territori sono stati attraversati per la prima volta nei primi anni sessanta, ospitano una cultura primitiva totalmente differente da quelle montane. L’ambiente naturale è l’opposto infatti i Koroway, nomadi cacciatori, maestri nell’uso di arco e frecce, si nutrono essenzialmente di sago, una farina ricavata dal tronco dell’omonima palma. Vivono in gruppi familiari allargati o clan in piccoli insediamenti. La cultura è ancora primitiva ed offre una rara, forse unica opportunità di un tuffo indietro nel tempo ma si vedono già le prime avvisaglie di modernità anche se nella maggior parte delle aree il turismo non è ancora arrivato. Noi intendiamo essere sensibili ed attenti agli effetti del nostro impatto. La natura, tanto quanto la cultura, offre una incredibile varietà di specie. Flora e fauna sono molto spesso endemiche. Ciò che si può vedere in questo paese non lo si trova in alcuna altra parte del mondo.

 

In sintesi:

Indonesia – Irian Jaya – Ritorno al passato

Dal 30 Luglio al 22 Agosto 2018

Kel12- Con esperto Kel12

Voli inclusi

 

Itinerario:

 

1° Giorno, Partenza dall’Italia

In serata, partenza per Jakarta. Pasti e pernottamento a bordo.

2° Giorno, Arrivo a Jakarta e proseguimento per Jayapura

Arrivo a Jakarta in serata e proseguimento per Jayapura (i voli per Jayapura partono sempre di notte). Pasti liberi e pernottamento a bordo.

3° Giorno, Jayapura – Wamena

Al nostro arrivo a Jayapura, proseguimento per Wamena, nella Valle del Baliem. Pasti liberi e pernottamento all’hotel Mas Budi.
Nota Bene. Nonostante ci sia un hotel migliore a Wamena, abbiamo preferito scegliere questo, in quanto il Pilamo Hotel è quasi sempre requisito dalle Autorità e non vorremmo trovarci nelle condizioni di non avere un posto dove pernottare.

4° Giorno, Da Wamena raggiungiamo in macchina il illaggio di Sogokmo, da dove a piedi arriveremo a Wuserem (Wamena – Sogokmo, circa 40 minuti di macchina; Sogokmo – Wusarem, circa 7/8 ore a piedi)

Dopo la colazione, raggiungiamo in macchina il villaggio di Sogokmo, dove incontreremo il nostro cuoco e i portatori con i quali a piedi ci dirigeremo verso il villaggio di Wuserem. Attraverseremo i piccoli orti dell’etnia Dani, piccoli villaggi, colline, fiumi e foreste. Dopo circa 7/8 ore si arriva a destinazione. Il villaggio sorge in cima ad una collina vicino al fiume Baliem.
Arrivo nel tardo pomeriggio e sistemazione presso la casa del maestro. Pensione completa.

5° Giorno, Il nostro trekking nella Valle di Baliem prosegue con i villaggi Dani di Pukam e Wet (Wuserem – Pukam, circa 3 ore e mezzo; Pukam – Wet, circa 4 ore.)

Dopo la colazione, partenza a piedi lungo un sentiero che sale leggermente per circa trenta minuti, dopo i quali il percorso diventa piano, fino a raggiungere il villaggio di Pukam, dove faremo la prima visita. Attraverseremo foresta e giardini, prima di arrivare al villaggio che si trova proprio ai confini della foresta. Dopo la visita ripartiamo, lungo un sentiero relativamente piatto, con qualche discesa fino al villaggio di Wet. Sia Pukam che Wet sono abitati da popolazioni Dani e Yali, alcuni dei quali si sono sposati tra loro. I Dani calcolati in numero di circa 230.000, sono la popolazione più numerosa Idel West Papua. Comprendenti vari gruppi locali, sono suddivisi in Dani della Valle di Baliem e dintorni e Dani occidentali o Lani. Un mito dani delle origini narra che quando gli uomini uscirono dalle profondità della caverna di Huwam, situata nella parte sudorientale della valle, gli spiriti li precedettero indicando loro la direzione da seguire verso occidente. Sono uomini di buona costituzione fisica, con colore della pelle che varia dal marrone chiaro al quasi nero. Usano cospargersi il corpo e i capelli di grasso di maiale e fuliggine. Oltre a collari e pendenti di denti di maiale e di conchiglie, zanne di maiale infilate nel naso, cinture e bracciali vegetali, cuffie e copricapi di fibre o di pelliccia e ornamenti di piume, gli uomini indossano l’holim, l’astuccio penico, ricavato da una zucchina coltivata, trattenuto con una cordicella allo scroto e con un’altra alla vita. Sembrerebbe un simbolo di fertilità a prima vista, ma se si tengono in considerazione i lunghi periodi di astinenza sessuale che si impongono per il controllo delle nascite è probabile che sia piuttosto un segno visibile di controllo sociale e restrizione della sessualità, una specie di “contraccettivo” simbolico. L’abbigliamento tradizionale delle donne dani consiste in gonnellini d’erba per le nubili, di gonne di fibre intrecciate e colorate per le sposate e in caratteristiche reti di corda che dalla fronte pendono dietro le spalle. Per lutto o altri scopi rituali, uomini e donne si cospargono il corpo di fango biancastro o praticano diversi tipi di pitture corporali con disegni di significato simbolico. I villaggi dani sono formati da due o tre recinti di pali, assi e rami spinosi che includono una ‘casa degli uomini’, una cucina comune, un certo numero di case famigliari o delle donne e tanti porcili quanti sono i proprietari dei maiali allevati. La patata dolce costituisce, come presso altre popolazioni dell’altopiano, circa il 90% della loro alimentazione. I Dani ne conoscono oltre 70 varietà, anche se ne coltivano per lo più quattro o cinque, in campi rettangolari, circondati da canali di drenaggio delle acque fluviali, con un sapiente sistema d’irrigazione. Gli Yali, circa 30.000, vivono generalmente sulle montagne a est della Grande Valle del Baliem, dove costruiscono i villaggi a un’altitudine compresa tra 700 e 2200 metri. Come i Dani e altri popoli delle montagne della Nuova Guinea, gli Yali sono orticoltori e allevatori di maiali grigi. Con la tecnica del debbio coltivano patate dolci, taro, igname, canna da zucchero, banane, miglio, cetrioli e pandàni. Oltre al cane, tenuto come animale da guardia e da compagnia e usato anche per la caccia, il maiale è l’unico altro animale domestico allevato con cura, usato non solo come risorsa alimentare, ma anche come merce di scambio. I villaggi Yali possono ospitare da 70 a 250-300 persone. Sono formati da due dozzine a un centinaio di capanne circolari con pareti di assi conficcate verticalmente nel suolo e tetto conico, sostenuto da quattro pali centrali. L’interno è diviso in due locali: tanto il pianoterra, costruito a circa un metro e mezzo dal suolo, quanto il piano superiore per dormire, cui si accede per mezzo di una botola, ospitano un focolare di fango secco. Pensione completa e pernottamento in casa locale.

6° e 7° Giorno, Nella prima giornata di oggi si visiteranno i villaggi di Lilibal e Soba 1 e il secondo giorno si ritorna a Pukam (Wet – Lilibel, circa 5 ore; Lilibel – Soba 1, circa 1 ora; Soba 1 – Pukam, circa 8 ore)

Dopo la colazione, preparata dal nostro cuoco, partiamo alla volta di Lilibel. Si sale per una mezz’ora e poi si prosegue lungo un sentiero piano fino al villaggio di Lilibel che si trova in una posizione elevata di questo altopiano piatto. Ci vogliono circa 4 ore e mezzo per raggiungerlo, attraversando coltivazioni di patate dolci e piccole foreste. Pranzo a Lilibel. Dopo il pranzo, con calma, lungo un sentiero in gran parte in discesa e in circa un’ora di cammino, arriviamo al villaggio di Soba 1 dopo aver attraversato due piccoli fiumi. Il secondo giorno, ritorniamo sui nostri passi fino a raggiungere il villaggio di Pukam. Pensione completa e pernottamento in una casa locale.

8° Giorno, Continuiamo il nostro viaggio per scoprire l’altopiano con i villaggi di Wsagalep e Wamarek (Pukam – Wsagalep, circa 4 ore e mezzo; Wsagalep – Wamarek, circa 3 ore)

Dopo la colazione, cominciamo il nostro trekking che oggi prevede un’ora di salita e poi tre ore e mezzo di discesa fino al villaggio di Wesagalep dove ci fermeremo per il pranzo. Da qui, un’altra discesa di circa un’ora fino a raggiungere un fiume. Attraverseremo un ponte sospeso che lo attraversa e dopo altre due ore di facile salita, arriviamo finalmente al villaggio di Wamarek. Siamo sempre nella Valle di Baliem che è rimasta isolata per secoli anche dopo la scoperta delle coste della Nuova Guinea nel 1511 e la presa di possesso della parte occidentale dell’isola da parte degli olandesi, annunciata nel 1826 e attuata solo a partire dal 1883; fino al 1910, tuttavia, questi ultimi si limitarono a fondare avamposti sulla costa. Alla fine del 1909 l’esploratore Hendrikus Albertus Lorentz, impegnato nella spedizione che sarebbe terminata con la prima ascensione al Puncak Trikora (allora chiamato “Monte Wilhelmina”), rimase ai margini meridionali della valle, stabilendo il primo contatto con alcune tribù Dani. Negli anni successivi altri esploratori, interessati per lo più a raggiungere le cime montuose, ebbero altri sporadici contatti; le spedizioni tuttavia si mantennero sempre ai margini della valle. Nel giugno del 1938 l’esploratore statunitense Richard Archbold, durante un volo d’esplorazione nella zona, scoprì l’esistenza della valle del Baliem; accampatosi nelle vicinanze, inviò due distinte pattuglie che si incontrarono al centro della valle, dove furono successivamente installati alcuni campi. Nel 1945 un aereo militare americano precipitò nella valle, chiamata a quel tempo dai piloti Shangri-La perché vista dall’alto sembrava loro l’omonima terra mitica; i tre sopravvissuti allo schianto, riusciti a presso i Dani, furono recuperati due mesi dopo da una missione di soccorso. Dopo la seconda guerra mondiale cominciarono ad arrivare nella valle i primi missionari; lo stesso governo coloniale olandese, nel 1956, stabilì un posto di polizia a Wamena. Quando il governo indonesiano subentrò a quello olandese, nel 1962, i Dani cominciarono a manifestare spinte indipendentiste; la situazione ha portato a numerose rivolte, soffocate duramente. Lo sviluppo del turismo, cominciato a partire dagli anni 1980 e trainato dalla possibilità di incontrare una delle ultime società
tradizionali rimaste nel Pianeta. Pensione completa e pernottamento in case locali o tenda mobile.

9° Giorno, Ultima giornata di trekking che ci riporterà a Wamena, nostro punto di partenza (Wamarek – Sogokmo, circa 6 ore; )

Ultimo giorno di trekking per ritornare a Wamena, nostro punto di partenza. Attraverso il villaggio di Hesegem, giungiamo a Sogokmo, dove incontreremo le macchine che ci riporteranno a Wamena. Quando i missionari cominciarono ad arrivare nella Valle di Baliem, fu necessario costruire un aeroporto per far arrivare i rifornimenti e questa è la ragione per la quale fu fondato il villaggio di Wamena. Oggi, è una città che consente ai Papua di avere un contatto con il resto del mondo. La strada che unisce la Valle di Baliem alla cosa non è ancora stata costruita e Wamena e il suo aeroporto sono diventati l’unica possibilità per far arrivare forniture e per mantenere l’area in contatto con il resto del mondo. Tutte e auto, i macchinari da costruzione e la benzina arrivano a Wamena per via aerea – con gli Hercules quando si tratta di cose grandi o con gli aerei della compagnia Trigana o Wings per trasportare le persone. Wamena è anche il più importante centro economico dell’area e il luogo dove gli aborigeni, provenienti dalle diverse tribù si incontrano per commerciare l’uno con l’altro. In molti casi devono camminare per una settimana per raggiungerla. Cena libera e pernottamento all’Hotel Mas Budi.
NOTA BENE. È importante tenere presente che, data la scarsa offerta di strutture ricettive a Wamena e in considerazione del fatto che trascorreremo alcune notti in quella città durante il Festival Dani della Valle di Baliem, LE CAMERE SINGOLE NON POSSONO ESSERE GARANTITE.

10° e 11° giorno, Due giornate dedicate alla partecipazione al Festival della Valle di Baliem

Due giornate dedicate alla partecipazione al Festival della Valle di Baliem. Questo Festival è un’occasione per le diverse etnie che abitano gli altopiani di Wamena e la Valle di Baliem, come i Dani, i Lani e gli Yali, per incontrarsi e celebrare la loro festa annuale. Quest’anno il festival si terrà nel distretto di Jayawijaya. Situata nel mezzo delle montagne omonime sul lato Indonesiano dell’isola della Nuova Guinea, Baliem è un’impressionante valle verde che è stata a lungo nascosta e isolata. Il momento culminante del Festival sono le finte battaglie tribali che si tengono per mantenere l’agilità e la preparazione fisica degli uomini per la difesa dei loro villaggi. Per preparare queste battaglie, gli organizzatori preparano un’arena di 400 m per 250 m che vedrà la partecipazione di 500-1000 guerrieri e danzatori. Queste battaglie sono accompagnate dalla musica tradizionale papuana, Pikon. Il Pikon è uno strumento musicale fatto con la corteccia del legno che produce dei suoni soffiandoci dentro. Questi suoni producono una musica dall’effetto calmante e riuscire a suonare tale strumento richiede delle abilità particolari. Oltre alle battaglie simulate ci sarà l’occasione anche di assistere anche ad altri avvenimenti, come la cottura del maiale e delle verdure sottoterra e di capire in modo più approfondito la cultura delle singole etnie che abitano la Valle. Lunch box. Cene libere e pernottamento in hotel.

12° giorno, Volo per Dekai, una piccola cittadina ad ovest di Wamena e casa dell’etnia dei Manimo (Wamena – Dekai, 30 minuti di volo)

Dopo la colazione, trasferimento in aeroporto per il volo per Dekai, una piccola cittadina ad ovest di Wamena. Ci vogliono circa 30 minuti di volo per raggiungerla. La città si è sviluppata maggiormente dopo la recente politica d’autonomia adottata in Papua. L’area è abitata dall’etnia Manimo che sono oggi abbastanza civilizzati.
Pranzo libero, cena e pernottamento in un piccolo e semplice hotel.

13° giorno, Discesa ai piedi della Serra

Dopo colazione, trasferimento in motocicletta, lungo una strada sterrata che in circa un’ora ci condurrà al piccolo porto tradizionale di Lokbon. Da qui, navigheremo verso sud, lungo il fiume Braza, uno dei corsi d’acqua più grandi che scorrono verso sud e che si unisce ad altri fiumi dell’area Asmat. Durante il nostro tragitto in barca ammireremo la folta vegetazione della foresta e incroceremo altre imbarcazioni. Lungo il fiume ci fermeremo in alcuni villaggi dell’etnia Citak Mitak. Questa tribù costruisce le case lungo le rive del fiume e sono abitazioni di legno con il tetto di foglie. Negli anni ’80, queste popolazioni non indossavano vestiti, ma un accesso facilitato ai loro villaggi, ha portato a un cambiamento nel loro modo di vestire. Oggigiorno, indossano dei calzoncini e molto spesso sono a torso nudo. I Citak sono in tutto circa 8000, ma solo una parte di loro è insediata lungo l’alto corso del fiume Braza e in zone limitrofa. La maggior parte di loro sono ancora cacciatori e raccoglitori. Tra i Citak l’ingresso al “villaggio” è generalmente protetto dalla “casa degli uomini” (Jal), una costruzione meno elevata delle altre per permettere maggiore mobilità e velocità di reazione in caso di attacco. All’interno, tra le pareti di legno e il tetto coperto di foglie di palma nipa, sono ricavati due settori, uno per gli uomini e l’altro per le donne, con annessa una specie di veranda. Sul pavimento, coperto con cortecce battute e stuoie, che costituiscono rudimentali giacigli, sono ricavati due o più focolari di fango secco, in grado di isolare la brace e le fiamme dal pavimento altamente infiammabile. Nelle “case degli uomini”, sulle travi, annerite dal fumo e tra le fessure delle pareti di assi e frasche, sono posti archi, frecce, pugnali d’osso di casuario, mandibole di maiale, altri trofei di caccia e bellissimi scudi decorati (ormai, però, destinati a scomparire). Gli oggetti di proprietà dei vari nuclei familiari sono conservati nella stanza delle donne. Le foglie di tabacco sono fatte seccare sul focolare per poi essere fumate in lunghe pipe decorate di canna. L’alimentazione basilare è costituita dal sago e integrata dalla carne di alcuni animali (maiale, casuario…) e dai prodotti della pesca. Cani e maiali che vivono nel villaggio sono nutriti con lo stesso cibo degli uomini. Dopo il tramonto, uomini e donne fanno ritorno alle loro abitazioni per preparare il cibo separatamente e cenare. Conservano l’acqua in lunghi contenitori di bambù, da cui la bevono senza farla bollire. Sempre navigando raggiungiamo il villaggio di Mabu, la “casa” dei moderni Korowai. A Mabu organizzeremo lo staff di portatori che ci accompagnerà nel nostro trekking attraverso la zona acquitrinosa. Pensione completa e pernottamento in tenda.

14° giorno, Cominciamo ad addentrarci nelle terre paludose dei Koroway (Mabu – Yamu, circa 8 ore a piedi)

Dopo colazione, comincia il nostro trekking nella regione Korowai. Dopo aver incontrato i nostri portatori, ci inoltriamo in un’area paludosa, attraversiamo fiumi, fitte foreste di sago e dopo circa otto ore di cammino raggiungiamo Yamu, il primo villaggio dei Stone Korowai, dove vivono due famiglie in una casa alta.
Pensione completa e pernottamento in tenda.

Dal 15° al 17° giorno, Giornate dedicate alla scoperta delle terre Korowai: scopriremo come vivono ancora a stretto contatto con la foresta da cui ricavano tutto ciò che serve per vivere (Yamu – Sahufanof Baru, circa 3 ore di cammino; Sahufanof Baru – Sahufanof Lama, circa 1 ora di cammino)

Giornate dedicate alla scoperta della regione dei Stone Korowai. Faremo delle camminate attraverso la regione dei Korowai per osservare il modo in cui vivono. Le loro abitazioni, tra i rami delle piante, chiamate in indonesiano rumah-tinggi (case-alte) generalmente ospitano da uno a cinque gruppi familiari: sono costruite a un’altezza dal suolo che può variare da 6 a 20 metri soprattutto per difendere gli occupanti dai frequenti allagamenti, dagli spiriti maligni e nel passato anche dai nemici. Per costruire una di queste abitazioni, le etnie seminomadi del West Papua adottano due diverse tecniche: la prima consiste nel disporre la piattaforma di base sulla biforcazione dei rami di un solo grande albero, completando al di sopra la struttura portante dell’abitazione; la seconda nell’ancorarne la base a uno o più alberi vicini, privati delle fronde, col supporto di pali di sostegno piantati nel terreno. Per salirvi i Korowai utilizzano pali a tacche. Avremo la possibilità di approfondire la nostra conoscenza della cultura Korowai. Assisteremo alle loro attività quotidiane come l’abbattimento delle palme del sago e il processo attraverso il quale si ricava la farina di questa palma che costituisce l’alimento di base della maggior parte delle popolazioni del bassopiano. Come tra gli Asmat, tra questi semi-nomadi il sago è fonte sacra della vita. La “festa delle larve del sago” (larve di grossi coleotteri), celebrata con alcune variazioni presso le diverse etnie della regione, rappresenta il più importante avvenimento sociale e religioso. La palma del sago è “l’albero della vita”, la “madre” che genera i “figli” (le larve). I Korowai sono un’etnia nomade che vive spostandosi da un luogo all’altro circa ogni tre anni. I Korowai sono anche dei grandi cacciatori e difficilmente i maiali selvatici, i Cus-Cus (marsupiale presente in tutta l’isola) e uccelli riescono a fuggire alla loro caccia. Oltre ad alcuni ornamenti auricolari, nasali e crinali, le donne indossano un semplice gonnellino vegetale. Se si escludono gli ornamenti usati in occasioni cerimoniali, gli uomini sono completamente nudi: portano solo una piccola foglia verde arrotolata attorno al pene. Oltre ad alcuni ornamenti auricolari, nasali e crinali, le donne indossano un semplice gonnellino vegetale. Uomini e donne infilano nelle narici lunghi aculei scuri, ricavati dalle appendici cornee delle ali del casuario, mentre i Korowai indossano cinti di rotang, collari di denti di maiale e di cauri e inseriscono nel naso e negli orecchi sottili e grossi anelli di materiale corneo. L’ultimo giorno raggiungiamo il villaggio di Sahufanof Lama.
Pensione completa e pernottamento in tenda igloo.

18° giorno, Ultima giornata di trekking nelle terre Koroway (Sahufanof Lama – Baigon, circa 3 ore e mezzo di cammino)

Dal villaggio di Sahufanof Lama, ritorniamo alla “civiltà”. In circa 3/4 ore raggiungiamo il villaggio di Baigon che i Korowai considerano moderno. Questo villaggio si trova sulla riva del fiume Siretz e raggruppa circa 18 case, non più costruite sugli alberi come quelle tradizionali. I Korowai che abitano questo villaggio coltivano la terra lungo le rive del fiume. Banane, canna da zucchero e cassava crescono bene in quest’area. Tuttavia, quando sono liberi dal lavoro nei campi, i Korowai si dedicano ancora alla raccolta e alla pesca. Pensione completa e pernottamento in campo tendato mobile.

19° giorno, Con la barca a motore raggiungiamo la cittadina di Dekai (Baigon – Lokbon, circa 8/9 ore di barca; Lokbon – Dekai, circa 1 ora di macchina)

Oggi ci rilassiamo, il nostro trekking è finito. Con una barca risalendo i fiumi Sirez e Braza, raggiungiamo Lokbon. Durante la stagione secca, il viaggio in barca può allungarsi. Bisogna infatti prestare molta attenzione rami e alberi che galleggiano nell’acqua e alcune volte potrà esserci bisogno di aiutare i barcaioli quando l’acqua del fiume è bassa. Da Lokbon con una macchina, raggiungiamo il Dekai. Pensione completa e pernottamento in un semplice hotel.

20° giorno, Ritorno alla civiltà: volo per Jayapura (Dekai – Jayapura, circa 50 minuti di volo)

Dopo la colazione, ritorno alla civiltà! Trasferimento nel piccolo aeroporto e volo per Jayapura nel primo pomeriggio. Resto della giornata a disposizione per relax.
Pasti liberi e pernottamento all’Hotel Sentani Traveller (vicino all’aeroporto).

21° e 22° giorno, Una giornata e mezzo di relax nella spiaggia selvaggia di Susuna (Jayapura – porto di Depapre, circa 1 ora di macchina)

Dopo la colazione, trasferimento in macchina al piccolo porticciolo di Depapre dal quale con delle barche dotate di bilanciere raggiungeremo la meravigliosa spiaggia di Susuna. Nei pressi vivono alcune comunità di pescatori taneh mera che ci consentiranno di montare il nostro campo sulla loro spiaggia altrimenti deserta. Resto della giornata dedicato al relax. Campo sulla spiaggia. Un’altra mezza giornata da passare in questa spiaggia selvaggia e dopo il pranzo, trasferimento in barca al porto di Depapre, da dove le macchine ci porteranno all’hotel Sentani. Pensione completa e pernottamento in campo tendato mobile (tenda igloo) il primo giorno e cena libera il secondo giorno e pernottamento in hotel.

23° giorno, Trasferimento in aeroporto per il volo per Jakarta. Proseguimento per Milano Malpensa via Doha

Trasferimento in aeroporto in tempo utile per le operazioni d’imbarco del volo per Jakarta. Proseguimento per Milano Malpensa via Doha. Pasti e pernottamento a bordo.

24° giorno, Arrivo in Italia

L’arrivo a Milano Malpensa è previsto in tarda mattinata.

 

BENE A SAPERSI

– Per ragioni tecnico-operative l’itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida e/o accompagnatore sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo.

– Una vera e propria spedizione adatta a viaggiatori motivati e spinti dalla curiosità di conoscere e scoprire popolazioni che ancora vivono seguendo i ritmi della natura. Queste spedizioni hanno luogo in una delle aree più remote del mondo dove è particolarmente difficile organizzare dei viaggi. È richiesto UN ELEVATO SPIRITO DI ADATTAMENTO ED UNA BUONA CONDIZIONE FISICA, dato che ci sono diversi giorni di trekking ed è necessario trascorrere diverse notti in tenda case locali.

– È importante tenere presente che, data la scarsa offerta di strutture ricettive a Wamena e in considerazione del fatto che trascorreremo alcune notti in quella città durante il Festival Dani della Valle di Baliem, LE CAMERE SINGOLE NON POSSONO ESSERE GARANTITE.

– Anche se il viaggio viene effettuato nella stagione più adatta, non si può comunque parlare di ‘stagione secca’, ma piuttosto di ‘stagione meno umida’ e quindi è necessario tenere presente che potrebbe piovere e che nelle terre basse dei Koroway il clima è caldo umido.

– Il nostro viaggio ci porterà in un luogo e fra persone il cui stile di vita è molto diverso dal vostro. Molti aspetti della vita delle popolazioni Dani, Yali e Korowai potranno sembrare inusuali, ma questa è probabilmente una delle ragioni per le quali avete scelto questo tipo di spedizioni. Tuttavia, tenete presente che non dovete aspettarvi che le cose succedano nel momento o nel modo in cui accadono nel vostro paese. L’atteggiamento più importante che vi consigliamo di assumere è un atteggiamento flessibile e rilassato. Portate con voi spirito d’avventura e curiosità, umorismo e disponibilità ad affrontare l’imprevisto e penserete al vostro viaggio in Irian Jaya –West Papua come all’avventura della vostra vita!

– In particolare, le autorità governative in Irian Jaya – West Papua sono molto sensibili verso la situazione politica locale e attenti alla nostra sicurezza personale. L’estrema prudenza costituisce la regola di comportamento delle autorità governative, a ragione di ciò ogni segnale di allarme può comportare una limitazione dei permessi di viaggio in alcune zone. Tuttavia, anche in questo caso ci sono sempre delle buone alternative. Anche se si dovessero verificare dei cambiamenti nel nostro itinerario, potete aspettarvi un’esperienza unica e affascinante.

– I mezzi utilizzati durante questo viaggio sono diversi: nella Valle del Baliem si utilizzeranno jeep 4X4 Toyota Kijang (non presenti sul mercato europeo) a Jayapura e Wamena (valle del Baliem. La navigazione nella regione Koroway utilizzeremo delle strette canoe (ricavate da tronchi d’albero) dotate di stuoie. Sono previste parecchie giornate di trekking. Alcune tappe presentano un chilometraggio piuttosto lungo.

– Le sistemazioni per quello che riguarda la maggior parte dei pernottamenti è prevista in campo tendato mobile che comprende le classiche tende igloo di circa 2,10 X 2,10 X 1,50 (apprezzata la partecipazione dei partecipanti nel montaggio e smontaggio delle tende) e stuoia; il bagno è la “natura” e quasi ogni giorno ci sarà la possibilità di lavarsi in corsi d’acqua vicino ai nostri campi, tuttavia ciò è legato al luogo dove monteremo il nostro campo; è necessario portare sacco a pelo leggero, asciugamano, materassino gonfiabile (l’organizzazione fornisce una stuoia) ed eventualmente un piccolo cuscino. I pernottamenti in hotel sono previsti in camera a due letti con servizi privati quasi ovunque. Gli alberghi sono di buon livello e standard internazionale solo nella capitale e confortevoli a Wamena, nel resto del Paese sono estremamente semplici e possono offrire anche toilettes e docce comuni, non sempre l’acqua calda è disponibile, e tuttavia per il momento non ci sono valide alternative. Le sistemazioni generalmente avvengono negli hotel o guest house elencati nell’itinerario, tuttavia la conferma definitiva delle strutture utilizzate verrà comunicata con il foglio notizie alcuni giorni prima della partenza e comunque potrebbe variare anche una volta sul posto.

– A Sentani, Wamena e Dekai sarà possibile provare dell’ottima cucina indonesiana o cinese (ottimi i gamberi di fiume a Wamena). Durante la spedizione il cuoco locale preparerà dei pasti buoni e nutrienti (colazione a base di the, caffè, pane e marmellata – pranzo un pasto freddo a base di verdure, scatolame… – cena pasto caldo a base di riso e verdure). Durante la spedizione per bere è disponibile acqua in bottiglia e in caso di necessità acqua purificata con Micropur.

– Per tutta la durata del tour, sarete accompagnati da una guida indonesiana parlante inglese, da una guida locale parlante inglese del West Papua e da un esperto Kel12.

– Le escursioni saranno effettivamente adeguate alle caratteristiche dei partecipanti tuttavia, per poter usufruire e godere appieno dell’incredibile bellezza e ricchezza naturalistica del Paese è necessario essere in una buona forma fisica, e cioè riuscire a compiere percorsi a piedi di alcune ore e di difficoltà media soprattutto per le caratteristiche del terreno negli altipiani (importante portare calzature comode e adatte al trekking. Sono consigliati anche i bastoncini).

– L’incontro con i popoli è forte e vero. Generalmente non ci sono problemi nello scattare delle foto. Consigliamo di acquistare a Wamena alcuni regali molto graditi alla popolazione locale come sigarette e biscotti che si possono dare in cambio dell’ospitalità nei loro villaggi. Si consiglia vivamente di non dare denaro alla popolazione a meno che non sia in cambio di un favore o aiuto. Chiedere sempre consiglio all’accompagnatore.

– Il bagaglio deve tassativamente essere costituito da sacche morbide (no valigie rigide!) impermeabili o zaini impermeabili, perché le sacche sono d’ingombro minore e la sistemazione sui veicoli notevolmente semplificata. Inoltre sono anche più facilmente trasportabili dai portatori. Si consiglia l’uso di lucchetto e di mettere un’etichetta con proprio nome e recapito anche all’interno del bagaglio. Nei voli Jayapura-Wamena, il peso consentito è di 10/15 kg., ma sarà comunque possibile pagare per il peso extra (1,3 euro al kg).

– Ogni partecipante avrà a disposizione il proprio portatore per trasportare il bagaglio. Normalmente, ogni partecipante porta con sé la sacca con l’attrezzatura della macchina fotografica, l’acqua e altri articoli personali anche se è possibile assumere un secondo portatore con una spesa minima aggiuntiva che può anche essere d’aiuto nei passaggi meno facili.

– Un viaggio in queste regioni è una vera spedizione in terre remote, estreme e poco frequentate … un viaggio nel viaggio.

– Questo programma include l’utilizzo di compagnie aeree che compaiono nell’elenco dei vettori aerei soggetti a divieto operativo nell’Unione europea. Si tratta di un elenco redatto dalle autorità dell’aviazione civile degli Stati membri dell’Unione che sono abilitate a ispezionare soltanto i vettori aerei di compagnie che volano da/verso aeroporti dell’Unione. Dato il carattere aleatorio di tali controlli, effettuati a caso, non è possibile esaminare tutti gli aeromobili che atterrano in ogni aeroporto dell’Unione. Se una compagnia aerea non figura nell’elenco comunitario non significa quindi automaticamente che essa soddisfi i criteri di sicurezza vigenti; analogamente una compagnia aerea che non atterra nel territorio comunitario potrebbe soddisfare tutti i criteri di sicurezza vigenti nell’Unione.

Quota individuale di partecipazione da Milano 

Minimo 8 partecipanti € 7,600.00
Con Esperto Kel 12.
Massimo 14 partecipanti

Supplementi per persona

Supplemento singola – € 390.00
Tasse aeroportuali/fuel surcharge – € 300.00

Quota di gestione pratica € 80.00

Scheda Tecnica

A) Ogni nostro programma di viaggio riporta il tasso di cambio utilizzato per il calcolo delle quote e la percentuale pagata in valuta estera. Ogni programma di viaggio riporta altresì la validità dello stesso.

B) Le modalità e le condizioni di sostituzione del viaggiatore sono disciplinate dall’art. 39 del Codice del Turismo.

C) Richieste di variazioni alle pratiche o ai servizi già confermati potrebbero comportare costi aggiuntivi.

D) Al viaggiatore che receda dal contratto di viaggio prima della partenza, al di fuori delle ipotesi elencate al comma 1 dell’art. 10 delle condizioni generali di contratto di viaggio o nel caso previsto dall’art. 7 comma 2, indipendentemente dal pagamento dell’acconto di cui art. 7 comma 1, sarà addebitato l’importo della penale nella misura indicata qui di seguito:

– 10% fino a 45 giorni di calendario prima della partenza;

– 20% da 44 a 31 giorni di calendario prima della partenza;

– 30% da 30 a 18 giorni di calendario prima della partenza;

– 50% da 17 a 10 giorni di calendario prima della partenza;

– 75% da 9 giorni di calendario a 3 giorni lavorativi (escluso comunque il sabato) prima della partenza;

– 100% dopo tali termini.

Salvo diverse indicazioni presenti nel programma di viaggio.

Nessun rimborso sarà accordato a chi non si presenterà alla partenza o rinuncerà durante lo svolgimento del viaggio stesso. Rimarrà sempre a carico del viaggiatore il costo individuale di gestione pratica, il corrispettivo di coperture assicurative ed altri servizi eventualmente già resi. Il calcolo dei giorni per l’applicazione delle penali di annullamento inizia il giorno successivo alla data di comunicazione della cancellazione e non include il giorno della partenza. La copertura assicurativa è un prerequisito alla conclusione del contratto.

Assicurazione

Ciascun passeggero all’atto della prenotazione sarà tenuto ad effettuare il pagamento del premio assicurativo relativo al costo individuale del viaggio, cosi come determinato dalla tabella premi seguente:
Costo individuale del viaggio fino a – Premio individuale

€ 1.000,00 – € 31,00

€ 2.000,00 – € 63,00

€ 3.000,00 – € 94,00

€ 4.000,00 – € 125,00

€ 5.000,00 – € 156,00

Oltre € 5.000,00 sull’eccedenza – 3%

Le condizioni di polizza sono riportate sul catalogo Kel12 e riguardano sia l’assicurazione medico-bagaglio che l’assicurazione che copre dal rischio delle penali di annullamento.
Il possesso dell’assicurazione è requisito indispensabile per l’effettuazione del viaggio.

LA QUOTA COMPRENDE

– il volo intercontinentale in classe economica

– i voli domestici

– l’assistenza negli aeroporti in West Papua da parte del nostro corrispondente

– la sistemazione nelle strutture sopra citate o equivalenti in camera doppia/tende standard/case locali

– i pasti come da programma

– acqua in bottiglia durante la spedizione o purificata

– tutta l’attrezzatura da campo, la presenza di un cuoco e dei portatori durante i trekking

– permessi speciali per viaggiare in West Papua

– le visite ed escursioni durante il circuito in jeep 4X4, canoe a remi, canoe motorizzate

– guida locale parlante inglese

– autisti locali, staff locale

– Esperto Kel 12 al raggiungimento del minimo

LA QUOTA NON COMPRENDE

– le bevande, le mance e il facchinaggio

– i pasti non previsti nel programma

– sacco a pelo, asciugamano, materassino gonfiabile ed eventuale cuscino

– le eventuali escursioni facoltative e mance per cerimonie extra

– le eventuali tasse d’imbarco da saldare in loco alla partenza

– le tasse aeroportuali, il fuel surcharge…

– qualsiasi costo dovuto a ritardo degli aerei, cancellazioni….

– quanto non specificato nella “La quota comprende”

Informazioni pratiche Indonesia

Formalità

Per i cittadini italiani passaporto individuale valido per almeno 6 mesi dalla data di arrivo nel Paese con 2 pagine libere. È necessario il visto turistico che può essere richiesto direttamente all’entrata nel Paese presso gli appositi sportelli nei porti e negli aeroporti. Da giugno 2015 in alcuni aeroporti e porti del Paese non si richiede il pagamento del visto (controllare con gli uffici Kel12). Per visti superiori ai 30 giorni, è necessario rivolgersi all’Ambasciata di Indonesia a Roma, prima della partenza. I visti richiesti all’Ambasciata hanno validità 60 giorni. Il visto non è estensibile e al completamento del soggiorno è obbligatorio lasciare il paese.
Per maggiori informazioni relative alla validità del passaporto, fare riferimento al sito del Ministero degli Affari Esteri: www.viaggiaresicuri.it

Disposizioni sanitarie

Non sono richieste vaccinazioni o profilassi obbligatorie, tuttavia in alcune isole dell’arcipelago esiste un rischio malaria (per esempio, l’isola di Sumba, West Papua e alcune isole delle Molucche) e quindi, a scopo cautelativo consigliamo di rivolgervi all’Ufficio preposto per avere i consigli e le informazioni necessarie. Si consigliano comunque, a scopo cautelativo e valevole per qualsiasi tipo di viaggio, le vaccinazioni antitetanica, che ha validità 10 anni, e l’antitifica. Per ogni esigenza di carattere sanitario è sempre opportuno consultare il Centro di Medicina dei Viaggi dell’ASL di appartenenza. Si consiglia inoltre di:
– evitare di mangiare verdure crude e frutta non sbucciata
– non bere acqua corrente e non aggiungere ghiaccio nelle bevande (precauzione da usare anche nei grandi alberghi).
Oltre ai medicinali di uso personale, si consiglia di mettere in valigia: aspirina con vitamina C, disinfettanti intestinali (Bimixim), antidiarroici (tipo Dissenten), antinfluenzali, fazzoletti umidificati, fazzolettini disinfettanti (Citrosil o simili), collirio, cerotti.

Voli interni

Alcuni programmi che si svolgono in questo Paese includono l’utilizzo di compagnie aeree che compaiono nell’elenco dei vettori aerei soggetti a divieto operativo nell’Unione europea.
Si tratta di un elenco redatto dalle autorità dell’aviazione civile degli Stati membri dell’Unione che sono abilitate a ispezionare soltanto i vettori aerei di compagnie che volano da/verso aeroporti dell’Unione. Dato il carattere aleatorio di tali controlli, effettuati a caso, non è possibile esaminare tutti gli aeromobili che atterrano in ogni aeroporto dell’Unione. Se una compagnia aerea non figura nell’elenco comunitario non significa quindi automaticamente che essa soddisfi i criteri di sicurezza vigenti; analogamente una compagnia aerea che non atterra nel territorio comunitario potrebbe soddisfare tutti i criteri di sicurezza vigenti nell’Unione.

Clima

Situata all’equatore, l’Indonesia ha un clima caldo umido con temperature medie di circa 28°C tutto l’anno. Vi sono due stagioni distinte: quella secca che va da aprile ad ottobre e quella monsonica che va da novembre a marzo con piogge prevalenti in gennaio e febbraio. In determinate zone, per esempio nel Kalimantan e a Sumatra, la differenza tra le due stagioni è piuttosto lieve, con una stagione secca che non presenta variazioni rilevanti quanto a temperatura e precipitazioni rispetto alla stagione umida. In altre regioni, per esempio a Nusa Tenggara, la differenza è notevole: siccità durante la stagione secca e alluvioni torrenziali in quella umida. La differente altitudine e l’enorme estensione dell’arcipelago influiscono notevolmente sulle caratteristiche del clima: sopra i 1000 m la temperatura non è mai molto elevata e di notte fa freddo. In genere il clima tende ad essere più caldo e umido di giorno e più temperato la notte. Il periodo migliore per andare a Bali va da luglio a settembre perché corrisponde alla stagione secca. Anche i mesi tra aprile e metà giugno sono caldi e soleggiati, ma può piovere.

Isola di Giava. La temperatura media annuale dell’isola oscilla tra i 22° e i 29° C e l’umidità si aggira introno al 75%, ma le pianure costiere del nord tendono a essere più calde (fino a 34° nella stagione secca) e molto più umide che in qualsiasi altra zona. In genere, la costa meridionale è un po’ più temperata di quella settentrionale e le regioni montuose interne sono decisamente più fresche. La stagione umida va da ottobre alla fine di aprile; pertanto i mesi migliori per visitare l’isola vanno da maggio a settembre. La pioggia cade con un’abbondanza tipicamente tropicale, soprattutto nei pomeriggi della stagione umida e a intermittenza negli altri periodi dell’anno. I mesi delle precipitazioni più intense sono di solito gennaio e febbraio.

Isola di Sumatra. Posta a cavallo dell’Equatore, Sumatra presenta l’autentico clima tropicale. Lungo la costa la temperatura diurna scende raramente sotto i 30° C ma, fortunatamente, la maggior parte dei luoghi più frequentati si trova sulle montagne, dove la temperatura media è sensibilmente più bassa. Berastagi, Bukittinggi e il Danau Toba sono località dove le temperature notturne rendono necessario l’uso di una coperta. Il periodo ideale per visitare Sumatra è la stagione secca che va da maggio a settembre. La stagione umida è più difficile da determinare: nel nord le piogge iniziano ad ottobre e raggiungono il culmine in dicembre e gennaio, mentre nel sud le prime precipitazioni si registrano a novembre.

Isola di Sulawesi. Benché le temperature si mantengano relativamente costanti tutto l’anno, nelle zone montane piove spesso. Lungo la costa occidentale il periodo più umido è quello che va da fine novembre e inizio gennaio. Le regioni orientali sono invece investite da piogge torrenziali da fine aprile a inizio giugno. Le temperature diminuiscono considerevolmente via via che si sale dai bassopiani verso le montagne. Lungo la costa oscillano in media tra i 26° C e i 30° C, mentre nelle regioni montuose scendono anche di 5°C.

Isole di Nusa Tenggara. Nelle isole a est di Bali le differenze tra una stagione e l’altra sono più marcate. I mesi più secchi sono agosto e settembre, mentre quelli più umidi vanno da novembre a febbraio. La durata delle stagioni varia tuttavia da un’isola all’altra. In linea generale a Sumbawa e Flores la stagione secca va da aprile a settembre e quella umida da ottobre a marzo. La stagione secca dura più a lungo man mano che ci si avvicina all’Australia: gli aridi paesaggi di Sumba e Timor offrono un netto contrasto con la lussureggiante Flores.

West Papua. È consigliabile visitare West Papua tra maggio e ottobre perché questo è il periodo meno umido dell’anno, anche se in realtà è impossibile evitare completamente l’acqua, visto che qui piove spessissimo comunque. Nelle città costiere generalmente il clima è sempre caldo umido, mentre sugli altopiani di solito è più fresco.

L’arcipelago di Raja Ampat ha un clima equatoriale senza grandi variazioni di temperatura nel corso dell’anno, solo i mesi di agosto e settembre potrebbero essere un po’ più variabili a causa dal vento, ma comunque è possibile fare buone immersioni/snorkeling tutto l’anno con la visibilità sott’acqua che varia tra i 15 e i 30 m. Temperatura 27°-32° Temperatura dell’acqua 27°-30°

Abbigliamento consigliato

Consigliati abiti pratici e leggeri per il giorno (camicie di cotone, pantaloni lunghi e corti di tela, calzature comode, sandali) e qualche capo più pesante per la sera e/o uscite in barca. Per le donne che entrano nelle moschee, sono consigliabili, maniche lunghe e pantaloni o gonne lunghe. Prevedere sempre per sicurezza una cerata leggera per eventuali rovesci. E’ doveroso rispettare le usanze locali in fatto di vestiario, soprattutto nei siti religiosi: un abito adeguato per entrare nei templi e togliersi le scarpe.

Da non dimenticare: occhiali da sole – cappellino da sole – torcia elettrica con batterie di ricambio – cerata – farmacia personale – repellente per insetti – creme solari con protezione alta- crema idratante – burrocacao per labbra – rullini/memory card di riserva – sveglia – costume da bagno – sandali/ciabattine di plastica per camminare sul reef – zainetto per necessità giornaliere.

Fuso orario

L’Indonesia è attraversata da 3 fusi orari ed è quindi suddivisa in 3 zone orarie: Sumatra, Giava e Kalimantan Occ. e Cent. + 5 ore rispetto all’Italia; Nusa Tenggara, Kalimantan Or. e Mer., Bali, Lombok, Sulawesi + 6 ore rispetto all’Italia; Molucche e Irian Jaya + 7 ore rispetto all’Italia.
Nel periodo in cui vige l’ora solare in Italia si deve aggiungere un’ora in più.

Valuta

La moneta locale è la Rupia indonesiana (IDR), 1 Euro = 15,2 IDR (luglio 2017). A Jakarta e nei maggiori centri turistici è possibile cambiare sia USD che Euro ma questo ultimo è ancora poco diffuso nelle zone meno turistiche e più remote del Paese. Le banconote non perfettamente integre e i dollari emessi prima del 2000 non vengono più né accettati né cambiati, a causa delle numerose falsificazioni. I Travel Cheques e le principali carte di credito sono accettate negli esercizi turistici (meno diffusa l’Amex).
IMPORTANTE: tutte le eventuali tasse da pagarsi in loco (aeroportuali, d’immigrazione,..) possono essere saldate SOLO in rupie indonesiane; non sono accettati Euro, quindi è importante avere con sé un po’ di queste monete. Da giugno 2015, le tasse aeroportuali sono state inserite nel costo dei biglietti aerei, ma questa norma potrebbe cambiare senza preavviso.
Vi informiamo che a partire dal 01 Luglio 2015 il Governatore della Banca di Indonesia obbliga tutti I turisti a usare entro tutto il territorio Indonesiano, solo la Rupia Indonesiana come unica moneta per ogni transazione. E’ necessario quindi, all’arrivo, cambiare Euro o Dollari Americani in moneta locale presso le banche e/o presso i vari money changers.

Disposizioni doganali 

Nessuna. Si può entrare in Indonesia con la somma di denaro che si desidera ma se si superano i 10.000 USD occorre compilare una dichiarazione doganale all’aeroporto di arrivo.

Lingua

Lingua ufficiale dell’Indonesia è il Bahasa Indonesia, sorto dall’esigenza di dare una lingua nazionale ed unitaria al Paese. Insegnata a scuola e utilizzata in uffici e atti ufficiali non è ancora entrata nell’uso comune di tutti i popoli indonesiani che preferiscono parlare i loro dialetti. Molto diffusi sono il giavanese parlato dal 45% della popolazione, il sundanese (14%), il madurese e il malese (7,5%); le lingue europee più diffuse sono l’inglese e il tedesco.

Religione

La religione più diffusa è quella musulmana (88%) che ha sostituito l’induismo ancora praticato nel Paese, soprattutto a Bali (2%). Abbastanza numerosi sono i cristiani, in particolare protestanti (5%) e cattolici romani (3%). I buddhisti rappresentano l’1% della popolazione (cinesi), mentre ancora praticate sono le religioni di tipo animista. E’ raccomandato di evitare di muoversi in abbigliamento succinto nelle zone pubbliche.

Prefissi telefonici

Dall’Italia in Indonesia: comporre il prefisso internazionale 0062 più il prefisso urbano senza 0 (es: per Jakarta è 21) seguito dal numero dell’abbonato.
Dall’Indonesia in Italia: comporre il prefisso 001+39 (prefisso per l’Italia) più il prefisso urbano con lo 0 seguito dal numero dell’abbonato. (es. per chiamare Roma 001-39-06- numero dell’abbonato). Negli alberghi è possibile telefonare direttamente o tramite operatore.
Telefoni cellulari: la copertura della rete telefonica cellulare, soprattutto nelle città, è buona e in costante espansione.
Gli uffici telefonici pubblici in genere sono sempre aperti e consentono anche di fare chiamate a carico del destinatario; le agenzie di telecomunicazioni private (Wartel, Warpostal, Warparpostel) costano un po’ di più ma in genere sono più efficienti (orario 7-24).

Cine/foto

Non esistono limitazioni per cineprese, apparecchi fotografici di qualsiasi tipo o videocamere. Si raccomanda vivamente di portare con sé un buon numero di pellicole/memorycard e pile di scorta dato che in loco il materiale sensibile è di difficile reperimento. Si consiglia di utilizzare sacchetti di plastica per la protezione degli apparecchi da polvere/sabbia/acqua. Ricordiamo che nella maggioranza dei paesi è tassativamente proibito fotografare i seguenti soggetti: aeroporti, installazioni e automezzi militari, edifici governativi, ponti, militari in divisa. Consigliamo poi di chiedere sempre il permesso per fotografare le persone. In ogni caso vi consigliamo di chiedere, all’inizio del viaggio, il comportamento da adottare riguardo alla fotografia.

Voltaggio

Normalmente la tensione è di volt 220. Solitamente nei grandi alberghi le prese elettriche sono a 2/3 buchi. E’ consigliabile portare un adattatore.

Cucina

La cucina indonesiana risente molto dell’influenza cinese. Il riso è l’elemento fondamentale al quale si abbinano svariati contorni sempre saporiti, alcuni particolarmente piccanti. Viste le proporzioni dell’arcipelago e le molteplici differenze etniche, la cucina indonesiana è molto varia. Ciascuna regione, ciascuna provincia ha una cultura culinaria propria. Naturalmente, le spezie (e in quanto a questo siamo nel paradiso) ed i peperoncini spadroneggiano, specialmente in alcune zone di Sumatra e di Sulawesi. Ci sono differenti variazioni di “satay” (a base di carni grigliate) e di “gadogado” (a base di verdure), oltre alle pietanze a base di pollo e riso fritto (nasi goreng), e pesce cucinato in mille modi.
Siete pregati di avvisare l’ufficio in Italia per tempo se siete vegetariani per poter cercare di venire incontro alle vostre esigenze nel modo migliore.

Acquisti

L’artigianato è fiorente e sviluppato in tutto il paese. I batik sono senza dubbio i più ricercati per i loro colori e la qualità del tessuto, spesso delle vere e proprie opere d’arte. Da non dimenticare poi il “kriss”, tipica arma sul modello di un pugnale, propria della produzione indonesiana, legni intagliati, sculture, maschere, marionette del teatro delle ombre, monili, gioielli tradizionali, “sarong”, oggetti in bambù, pregevoli lavori in filigrana d’argento.
Attenzione a non comperare i seguenti articoli e i loro derivati: avorio, tartaruga, coralli e madrepore, pelli di specie protette e/o a rischio di estinzione. Importante verificare le disposizioni nazionali ed internazionali. “Prendiamo solo foto, lasciamo solo impronte”.

Orario apertura banche e negozi

Le banche sono aperte dalle 8.00/8.30 alle 14.00, dal lunedì al venerdì, il sabato fino alle 11.00. Molte banche, particolarmente nei centri turistici, possono avere orari differenti ed essere aperte anche di pomeriggio. I negozi sono aperti dalle 8.00 alle 20.00/21.00 tutti i giorni senza interruzione. Nei centri turistici sono aperti tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00/ 22.00, nelle grandi città dalle 8.00 /9.00 alle 20.00, dal lunedì al sabato.

Marea

Trovandosi vicina all’equatore, le isole sono soggette al forte flusso delle maree. La marea astronomica è quella variazione di livello marino sempre attiva e regolare (le previsioni di oscillazione si possono fare anche per più anni) a cui però si sovrappongono anche altri fenomeni legati alla meteorologia quali il vento, la pressione atmosferica, lo stato del mare … Le fasi in cui si alternano i picchi di massima e minima sono di circa sei ore e strettamente dipendenti dalle fasi lunari (molto marcate con la luna piena).

Mance

Non sono obbligatorie ma molto ben accette. Indicativamente calcolare un dollaro per il portabagagli dell’hotel, 3-5 dollari a persona al giorno per la guida, 2 per l’autista, 1 per i barcaioli. Si tenga presente che in alcune situazioni si può essere facilitati offrendo del denaro.

Informazioni generali

Norme e suggerimenti relativi al volo 

Biglietto aereo

Desideriamo portare alla vostra attenzione, che dal 1 giugno 2008, in conformità con le disposizioni IATA (International Air Transport Association: associazione internazionale che rappresenta 240 compagnie aeree e il 94% del traffico aereo internazionale di linea), non si potranno più emettere biglietti aerei cartacei. Questi documenti di viaggio sono stati sostituiti dai biglietti elettronici, gli e-tkt, che garantiscono il metodo più efficiente di emissione e gestione del trasporto aereo, migliorando inoltre il servizio per i viaggiatori. Cos’è un biglietto elettronico? Un biglietto elettronico (e-ticket o ET) contiene in formato elettronico tutte le informazioni che prima venivano stampate sul biglietto cartaceo. L’unico foglio di cui si ha bisogno è “l’itinerary receipt” (in formato A4) che vi verrà consegnato assieme ai documenti di viaggio e che rappresenta la ricevuta del passeggero e la conferma dell’avvenuta emissione del biglietto aereo. Riporta tutti gli estremi dettagliati dei voli prenotati per vostro conto, il codice di conferma del vettore aereo, il numero di biglietto elettronico emesso e i vostri nominativi come da passaporto. Questo documento dovrà essere custodito con cura e presentato direttamente al banco di accettazione del volo. E’ importantissimo che al momento della prenotazione comunichiate il vostro nome esatto come da passaporto (anche secondo nome o cognome se li avete).

Articoli consentiti in cabina (bagaglio a mano):

– un bagaglio a mano la cui somma delle dimensioni (lunghezza + altezza + profondità) non superi complessivamente i 115 cm (come previsto dal DM 001/36 del 28 gennaio 1987)

– una borsetta o borsa porta-documenti o personal computer portatile

– un apparecchio fotografico, videocamera o lettore di CD

– un soprabito o impermeabile

– un ombrello o bastone da passeggio

– un paio di stampelle o altro mezzo per deambulare

– articoli da lettura per il viaggio

– culla portatile/passeggino e latte/cibo per bambini, necessario per il viaggio

– articoli acquistati presso i “duty free” ed esercizi commerciali all’interno dell’aeroporto e sugli aeromobili

– medicinali liquidi/solidi indispensabili per scopi medico-terapeutici e dietetici strettamente personali e necessari per la durata del viaggio. Per quanto riguarda i predetti medicinali liquidi è necessaria apposita prescrizione medica

– liquidi, contenuti in recipienti individuali di capacità non superiore a 100 millilitri o equivalente (es. 100 grammi), da trasportare in una busta/sacchetto/borsa di plastica trasparente, richiudibile, completamente chiusa, di capacità non eccedente 1 litro (ovvero di dimensioni pari, ad esempio, a circa cm 18 x 20) separatamente dall’altro bagaglio a mano.

Nota: i liquidi in questione comprendono acqua e altre bevande, minestre, sciroppi, creme, lozioni e oli, profumi, spray, gel, inclusi quelli per i capelli e per la doccia, contenuto di recipienti sotto pressione, incluse schiume da barba, deodoranti, sostanze in pasta, incluso dentifricio, miscele di liquidi e solidi, mascara, ogni altro prodotto di analoga consistenza. Per busta di plastica/sacchetto trasparente richiudibile deve intendersi un contenitore che consente di vedere facilmente il contenuto, senza che sia necessario aprirlo e che sia dotato di un sistema integralmente sigillante, come zip oppure chiusure a pressione o comunque una chiusura che dopo essere stata aperta possa essere richiusa. 

É raccomandabile includere nel bagaglio a mano l’occorrente per la notte e un golf, utili in caso di ritardata consegna del bagaglio all’arrivo. Attenzione invece a non includere coltellino multiuso, forbicine, tagliaunghie, ecc.

Bagaglio da spedire a seguito del passeggero

Si consiglia l’uso di lucchetto e di mettere un’etichetta con proprio nome e recapito anche all’interno del bagaglio. Preghiamo leggere le informazioni date in ogni itinerario poiché le disposizioni spesso sono diverse e limitano ulteriormente il peso per motivi di sicurezza; se si superano i limiti imposti, questo può comportare un costo elevato.

Articoli vietati nel bagaglio

– E’ vietato il trasporto nella stiva dei seguenti articoli:

– esplosivi, fra cui detonatori, micce, granate, mine ed esplosivi

– gas compressi (infiammabili, non infiammabili, refrigeranti, irritanti e velenosi) come i gas da campeggio, bombolette spray per difesa personale, pistole lanciarazzi e pistole per starter

– sostanze infiammabili (liquide e solide) compreso alcool superiore a 70 gradi; sostanze infettive e velenose

– sostanze corrosive, radioattive, ossidanti o magnetizzanti

– congegni di allarme

– torcia subacquea con batterie inserite

Modalità di reclamo:

In caso di MANCATA RICONSEGNA/DANNEGGIAMENTO del bagaglio registrato (il bagaglio consegnato al momento dell’accettazione e per il quale viene emesso il “Talloncino di Identificazione Bagaglio”) all’arrivo a destinazione si deve APRIRE UN RAPPORTO DI SMARRIMENTO O DI DANNEGGIAMENTO BAGAGLIO facendo contestare l’evento, prima di lasciare l’area riconsegna bagagli, presso gli Uffici Lost and Found dell’aeroporto di arrivo, compilando gli appositi moduli, comunemente denominati P.I.R – Property Irregularity Report. SMARRIMENTO DEL BAGAGLIO – Se entro 21 giorni dall’apertura del “Rapporto di smarrimento bagaglio” non fossero state ricevute notizie sul ritrovamento, inviare tutta la documentazione di seguito specificata all’Ufficio Relazioni Clientela e/o Assistenza Bagagli della compagnia aerea con la quale si è viaggiato per l’avvio della pratica di risarcimento. RITROVAMENTO DEL BAGAGLIO SMARRITO – In caso di ritrovamento del bagaglio, entro 21 giorni dalla data di effettiva avvenuta riconsegna, inviare tutta la documentazione di seguito specificata all’Ufficio Relazioni Clientela e/o Assistenza Bagagli della compagnia aerea con la quale si è viaggiato per l’avvio della pratica di risarcimento delle spese sostenute.

Documentazione necessaria per entrambi i casi:

– il codice di prenotazione del volo in caso di acquisto via internet oppure l’originale della ricevuta in caso di biglietto cartaceo;

– l’originale del P.I.R rilasciato in aeroporto;

– l’originale del talloncino di identificazione del bagaglio e la prova dell’eventuale avvenuto pagamento dell’eccedenza del bagaglio;

– un elenco del contenuto del bagaglio nel caso di bagaglio smarrito;

– un elenco dell’eventuale contenuto mancante nel caso di bagaglio ritrovato;

– gli originali degli scontrini e/o ricevute fiscali nei quali sia riportata la tipologia della merce acquistata (in relazione alla durata dell’attesa) in sostituzione dei propri effetti personali contenuti nel bagaglio;

– indicazione delle coordinate bancarie complete: nome e indirizzo della Banca, codici IBAN, ABI, CAB, numero di C/C, codice SWIFT nel caso di conto estero e nome del titolare del conto corrente; se i suddetti dati non si riferiscono all’intestatario della pratica, specificare anche l’indirizzo di residenza, numero di telefono, numero di fax (se disponibile), l’indirizzo e-mail (se disponibile).

Importante – “Partenze da altre città”

La normativa aerea è estremamente complessa e articolata. Riteniamo quindi doveroso darvi alcune indicazioni, confermandovi che, comunque, tutto lo staff addetto alle prenotazioni resta a disposizione per informazioni, consigli, chiarimenti. Le partenze da “altre città” diverse da quelle pubblicate in catalogo, sono quasi sempre possibili ma, soprattutto se non sono operate dallo stesso vettore della tratta internazionale, seguono disposizioni particolari che è giusto conoscere, anche perché eventuali ritardi/cancellazioni o altro non comportano responsabilità né dei vettori né della Kel12. Eseguiremo tutte le pratiche necessarie per farvi partire nel modo più comodo e dalla città che preferite, ma con le opportune avvertenze e informandovi che, se non esiste un accordo tra la compagnia che opera il volo internazionale e quelle che effettuano la prima tratta, devono essere emessi due biglietti differenti e questo comporta a volte la necessità di un doppio imbarco dei bagagli. Informandovi inoltre che la perdita del volo internazionale non comporta riprotezione, rimborsi o assunzione delle eventuali spese di hotel da parte della compagnia aerea e di Kel 12. In base al Contratto di Trasporto, i vettori faranno il possibile per trasportare i passeggeri e i bagagli con ragionevole speditezza. I vettori possono sostituire senza preavviso altri vettori e l’aeromobile, e possono modificare e omettere, in caso di necessità, le località di fermata indicate sul biglietto. Gli orari possono essere variati e non costituiscono elemento essenziale del contratto. I vettori non assumono responsabilità per le coincidenze.

Informazioni relative al viaggio

Documenti per l’espatrio

Ricordiamo che, considerata la variabilità della normativa in materia, le informazioni relative ai documenti di espatrio sono da considerarsi indicative e riguardano esclusivamente cittadini italiani e maggiorenni. Ogni partecipante è tenuto a controllare personalmente la validità del proprio passaporto (che normalmente non deve scadere entro sei mesi dalla data di ingresso nel paese), la presenza di diverse pagine libere (il numero varia a seconda dell’itinerario scelto e dunque visti necessari). Si consiglia di avere sempre con sé una copia conforme all’originale del passaporto e di eventuali vaccinazioni internazionali, e di tenerle separate dai documenti originali. L’impossibilità per il cliente di iniziare e/o proseguire il viaggio a causa della mancanza e/o dell’irregolarità dei prescritti documenti personali (passaporto, carta d’identità, vaccinazioni, etc.) non comporta responsabilità dell’organizzatore.

Marca da bollo abolita dal 24/06/2014

Dal 24 giugno 2014 è abolita la tassa annuale del passaporto ordinario da € 40,29. Pertanto tutti i passaporti, anche quelli già emessi, saranno validi fino alla data di scadenza riportata all’interno del documento per tutti i viaggi, inclusi quelli extra UE,senza che sia più necessario pagare la tassa annuale da € 40,29. Segnaliamo a chi viaggia con minori che posso esserci particolari limitazioni per ciascun paese riguardanti la necessità di avere copia CERTIFICATO di NASCITA, o altri documenti vi preghiamo di verificarlo con largo anticipo prima della partenza

Norme valutarie in Italia

Ai sensi del Reg. CE 1889/2005 del 26.10.2005 (aggiornamento del 15.06.2007) ogni persona fisica in entrata o in uscita dall’Unione Europea ha l’obbligo di dichiarazione in DOGANA delle somme di denaro contante e strumenti negoziabili al portatore trasportati d’importo pari o superiore a 10.000 euro.

Assicurazioni

Per quanto riguarda le disposizioni assicurative vi invitiamo a leggere con attenzione la relativa polizza. In caso di sinistro, malattia o infortunio durante il viaggio, Vi preghiamo di provvedere immediatamente a informare l’assicurazione comunicando il numero indicato nella polizza ricevuta con i documenti di viaggio.

Imprevisti

Gli itinerari pubblicati sono stati elaborati in modo da essere realizzati con puntualità e precisione. Particolari situazioni possono tuttavia determinare variazioni nello svolgimento dei servizi previsti: voli, orari, itinerari aerei e alberghi possono essere modificati a discrezione dei vari fornitori e sostituiti con servizi di pari livello. Il verificarsi di cause di forza maggiore quali scioperi, avverse condizioni atmosferiche, calamità naturali, disordini civili e militari, sommosse, atti di terrorismo e banditismo e altri fatti simili non sono imputabili all’organizzazione. Eventuali spese supplementari sostenute dal partecipante non potranno pertanto essere rimborsate, e non lo saranno le prestazioni che per tali cause dovessero venir meno e non fossero recuperabili. Inoltre l’organizzazione non è responsabile del mancato utilizzo di servizi dovuto a ritardi o cancellazioni dei vettori aerei.

Disservizi

Come indicato nelle Condizioni di Partecipazione, eventuali contestazioni in merito a difformità di prestazioni rispetto a quanto contrattualmente previsto, rilevate in corso di viaggio, dovranno essere riferite quando e se possibile al nostro rappresentante sul luogo. E’ comunque necessaria la notifica scritta a Kel 12 entro 10 giorni dalla data di rientro in Italia. Le eventuali richieste di rimborso relative a servizi non usufruiti saranno documentate da una dichiarazione che richiederete al rappresentate locale, e che attesterà il mancato godimento dei servizi stessi.

Convenzione CITES

Il 1° giugno 1997 è entrato in vigore il Regolamento Comunitario che dà attuazione alla Convenzione CITES di Washington a proposito d’importazione di animali e parti di animali protetti perché a rischio di estinzione. Sono previste multe fino a 130.000 euro per chi porta in Italia souvenir realizzati con animali protetti, animali vivi, anche se acquistati legalmente nel paese di origine.

Comunicazione obbligatoria ai sensi dell’articolo 17 della Legge n. 38/2006:

“La legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se gli stessi sono commessi all’estero”.

 

 

 

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